Associazione Amici di Villa Ada

Associazione Amici di Villa Ada
dal 1987 per la tutela del parco pubblico

venerdì 4 febbraio 2022

Una foresta non sorge dal nulla

La superficialità delle affermazioni è imbarazzante.

Dire che "la foresta verrà ricreata entro fine anno..." dimostra un modo di comunicare e occuparsi del bene comune che è davvero inaccettabile. 

Non si comprende la complessità dei problemi e l'esigenza di una strategia di tutela e gestione del patrimonio naturale e boschivo: si applica una semplificazione puramente quantitativa, che misura quanti alberelli sono messi a dimora ma non considera gli anni, i decenni, che servono affinché quelle piante divengano una macchia, un boschetto…

Dispiace dover constatare che si continui in una logica di annunci e post sui social, senza realizzare un vero strumento di partecipazione da parte delle associazioni e dei cittadini che hanno a cuore il futuro di Villa Ada.

Un incontro, avvenuto dopo anni in cui la precedente amministrazione ha ignorato le richieste di ottenere informazioni e favorire la partecipazione, non dovrebbe essere attuato con il preavviso di poche ore, in un luogo non istituzionale e senza garantire la presenza di associazioni come gli Amici di Villa Ada, che seguono le vicende del parco fin dal 1987.

Oltre agli appuntamenti estemporanei occorrerebbe dare forma concreta a un percorso partecipativo che abbia un calendario e degli obiettivi, attribuendo un ruolo importante all’ascolto e alla raccolta di istanze che provengano dai cittadini.

Confidiamo che questo sopralluogo sia un inizio, l’avvio di un modo differente di vedere la gestione di Villa Ada come un processo stabile e continuo, migliorando la capacità di dar corpo a progetti che abbiano coerenza e lungimiranza.

sabato 19 giugno 2021

Incuria, indifferenza e trascuratezza: Villa Ada, il bene comune dimenticato

In una radura, tra ciò che rimane di un bosco mai curato, danneggiato da incendi e abbandono, è sorto, da mesi un parcheggio. Abusivo è dir poco perché è semplicemente un luogo invaso dalle auto senza che nessuno abbia provato ad arginare questa ulteriore aggressione all’ambiente.

Alle pendici di Monte Antenne, approfittando di una barriera rimossa, calpestando il suolo e portando degrado al degrado, sotto gli occhi di tutti, delle istituzioni che dovrebbero occuparsi della gestione e della manutenzione del bene comune.

Ma è la foto di un abbandono che non ha responsabili: una villa storica che ha un accesso che non tutela i pedoni e i ciclisti ma si presenta come un luogo senza regole né rispetto. Tutta la strada che conduce all’ingresso di Villa Ada, via del ponte salario, è un ammasso di auto parcheggiate ovunque, in sosta vietata, restringendo la carreggiata limitando la circolazione, anche, soprattutto, nel caso dovessero arrivare dei mezzi di soccorso. Una striscia di marciapiede senza protezione, l’immancabile rete di plastica arancione da pollaio, auto e scooter in ogni centimetro di spazio.

Proseguendo la strada lascia intravedere, nei bordi, rifiuti abbandonati e incuria, come se nessuno dovesse preoccuparsi di cosa accade in questa zona di Roma che attraversa uno dei parchi più estesi, che comprende anche un’area archeologica.

Si scrivono ordinanze, si prevedono divieti e prescrizioni ma poi tutto è lasciato così, nell’incuria e nell’indifferenza: associazioni e comitati hanno presentato un esposto alla Sindaca di Roma affinché non si possa dire “non sapevamo” “non abbiamo visto”.

Non è un parcheggio abusivo, non è sosta selvaggia: è l’indifferenza e l’incapacità di
un’amministrazione di curare il patrimonio pubblico rendendolo accessibile e adottando regole da far rispettare: i parchi devono poter essere fruiti dai cittadini in modo concreto, evitando il caos delle auto che rappresentano un pericolo per chi cammina. Forse si potrebbe sperimentare una navetta che colleghi il parcheggio antistante la Moschea, forse si potrebbe creare un percorso protetto per raggiungere il cancello di ingresso, forse si potrebbe risistemare l’area circostante: tante soluzioni che dovrebbero essere valutate e prese in considerazione, abbandonando una logica fondata sull’improvvisazione e sul degrado consolidato. Forse.

 

domenica 16 maggio 2021

Villa Ada, una storia che continua

Abbiamo scelto un modo differente per celebrare i primi 63 anni di Villa Ada, il grande parco pubblicò che fu trasferito al Comune di Roma il 18 maggio 1958, rendendo disponibile alla cittadinanza i suoi prati, i suoi viali, i suoi boschi: abbiamo deciso di restituire dignità alla memoria.

Un sabato pomeriggio abbiamo percorso i viali di Villa Ada con una scala e un secchio per ripulire le targhe che ricordano persone che hanno dedicato la vita per far crescere la cultura e l'idea del bene comune come elemento fondante di una collettività. Ci siamo fermati a osservare, leggendo le schede che ripercorrono le tappe della vita di chi, come Augusto Ciuffini, Luigi Pintor, Don Luigi di Liegro, Sophie e Hans Scholl, Don Lorenzo Milani, Jiri Pelikan, Jean Monnet, Federico Chabod, Don Giuseppe Dossetti, ha lasciato un segno, ha indicato un ideale in cui credere.

Viviamo un momento strano, difficile e confuso e oggi, è ancor più giusto tutelare la memoria e rafforzare le radici della comunità, per guardare avanti, per immaginare il futuro che è descritto anche nei nomi di queste targhe.

Grazie a Osservatorio Sherwood e Leprotti di Villa Ada che hanno condiviso con noi questo momento di impegno civile e di resistenza morale.


qui il post che ricorda il 18 aprile 1958



lunedì 10 maggio 2021

Villa Ada, i passi dentro la memoria

Un grande parco pubblico, che è frequentato ogni giorno da migliaia di cittadini, dall’alba al tramonto, come recitano i cartelli un po’ offuscati dal tempo e dalla sporcizia.

Viali e un largo che ricordano personaggi che hanno dedicato impegno e passione per la cultura, per la società civile, per il progresso della collettività: eppure le targhe che danno un nome ai percorsi sui quali camminiamo e corriamo tutti i giorni sono lasciate nell’incuria: sporche, illeggibili, trascurate e dimenticate come se il destino di Villa Ada fosse solo questo.

Non è detto che il destino e l’indifferenza non si possano contrastare: le associazioni e i comitati che hanno avuto un ruolo nella protezione di Villa Ada, del patrimonio naturale e culturale, curando la memoria e battendosi per la difesa della trasparenza e della legalità non si adeguano a questa logica dell’abbandono e della distrazione.

Per questo sabato 15 maggio 2021 si svolgerà l’operazione Rinfreschiamo la Memoria, l’occasione per ripercorrere il ricordo dei personaggi ai quali sono dedicati gli spazi di Villa Ada e ribadire che il bene comune deve essere curato e sottoposto a manutenzione costante.

Un appuntamento per ricordare, a chi ha poca memoria, che Villa Ada e la città hanno bisogno di essere custodite.

qui la locandina dell'iniziativa 


qui la mappa delle targhe 


 

 

sabato 8 maggio 2021

Le regole, le idee e le proposte

Lo abbiamo ribadito, con coerenza e con fermezza: Villa Ada è un grande parco pubblico, frutto dell’impegno di cittadini e associazioni che si sono battute, da sempre, per garantirne l’integrità e la gestione.

Un parco pubblico che il 18 maggio celebrerà i suoi primi 63 anni di apertura, per il godimento di tutti; un periodo storico che ha visto, più volte, minacce di manomettere il patrimonio collettivo rappresentato dai boschi e dalle praterie, dagli edifici e dalla cura degli equilibri degli ecosistemi; un impegno continuo che ha permesso di ottenere l’inserimento nella Legge per Roma Capitale e l’utilizzo di fondi per garantire l’esproprio di aree che rischiavano di essere edificate.

Le regole e i vincoli posti a tutela di Villa Ada sono la condizione essenziale e inequivocabile per far sì che il sistema naturale sia preservato e continui a esserlo, per permettere di tramandare alle generazioni future questo insieme di elementi paesaggistici, ambientali e culturali: occorre ripeterlo con forza perché è su queste regole che si basa l’idea stessa di istituire e proteggere un sistema ecologico complesso, elemento insostituibile per il futuro.

Accogliamo con interesse, per questo motivo, le indicazioni espresse lo scorso 7 maggio dalla Soprintendenza di Roma: i progetti che prevedono interventi sull’area di Villa Ada devono risultare coerenti con le norme di salvaguardia e per nessun motivo si deve ipotizzare di aggirare gli strumenti posti in atto per garantire la conservazione dell’ambiente.

Ripetiamo quanto espresso più volte: è necessario un quadro coordinato e strutturato per la gestione del Parco, coerente con le normative e con gli strumenti di pianificazione territoriale. Progetti e proposte possono trovare collocazione in un ambito che abbia come fondamento la visione complessiva del bene pubblico, nel rispetto delle regole e con la compatibilità con gli usi e le funzioni svolte dal Parco.

Proseguiremo il nostro impegno in difesa di Villa Ada con lo spirito che ha animato le centinaia di cittadini che hanno dedicato tempo e passione per la salvaguardia di un grande parco pubblico; continueremo a seguire con attenzione quanto avviene, ribadendo la necessità del rispetto delle regole basilari di trasparenza e legalità.

 

il parere della Soprintendenza 





 

giovedì 22 aprile 2021

Villa Ada, i tagli degli alberi e l’assenza di un piano

Le associazione i comitati hanno scritto, il 21 aprile, a Roma Capitale chiedendo, per l’ennesima volta, che sia assicurata trasparenza e informazione sulla cura e la manutenzione del Parco.

I tagli procedono in modo troppo sbrigativo e senza che sia data la pur minima comunicazione su come si sta operando, sulla base di quali valutazioni e con indicazioni su come sarà ricostituito il patrimonio arboreo che è parte essenziale di Villa Ada, del suo aspetto e del suo ruolo per tutelare la biodiversità e l’ecosistema.

Da troppo tempo si attende e si reclama un piano di gestione del Parco, un’area di 160 ettari, che dovrebbe contenere indicazioni e programmazione su come operare per la conservazione e la tutela, per garantire la fruizione e gli equilibri naturali.

A parole si annunciano interventi, migliorie, investimenti ma, purtroppo, si assiste a lavori svolti in modo intempestivo e senza una necessaria attenzione per gli aspetti naturalistici e garantendo un’adeguata partecipazione dei cittadini.

Villa Ada è un grande parco urbano ma continua, da decenni, a essere considerato come un’aiuola, come un luogo da gestire senza lungimiranza e considerazione per la complessità degli ambienti naturali e per il valore sociale che svolge, con ecosistemi che in ambito urbano sono rari e fragili.

Si continuerà a richiedere attenzione e competenza per assicurare il futuro di Villa Ada e oggi, 22 aprile, data che in tutto il mondo celebra l’Earth Day è ancor più significativo pretendere un cambio di passo per la salvaguardia del Parco e del suo ecosistema.

 

hanno sottoscritto la richiesta a Roma Capitale:

Associazione Amici di Villa Ada

Associazione Amici dei Pini di Roma

Associazione AMUSE

Associazione Artù

Associazione Carteinregola

Cittadinanzattiva Nomentano-Trieste

Comitato amici di Piazza Verbano

Comitato Salviamo i Pini di corso Trieste

gruppo di lavoro per il Parco Nemorense

Osservatorio Sherwood

 


venerdì 16 aprile 2021

Villa Ada e GRAB: la discussione in Commissione Mobilità-Ambiente


Villa Ada e proposta di un tratto del GRAB: la Commissione consiliare Mobilità-Ambiente per ascoltare le opinioni delle associazioni e dei cittadini in relazioni a dubbi e perplessità sulle soluzioni progettuali.

Un incontro necessario, sollecitato da molte associazioni proprio per far sì che le problematiche connesse fossero discusse e portate all’attenzione dell’Amministrazione Capitolina.

Importante che siano stati ribaditi gli aspetti relativi alla regolamentazione e alla presenza di vincoli posti sull’area di Villa Ada e che sia stato dato rilievo a quanto le associazioni hanno fatto emergere affinché il progetto tenga in considerazione le criticità.


Resta la constatazione che il tempo reso disponibile per esporre le posizioni delle associazioni e dei comitati è stato troppo ristretto: molte osservazioni contengono elementi di dettaglio, con riferimenti ai documenti di pianificazione e alla normativa vigente.

Ribadiamo la necessità di:

  • approfondire la valutazione di impatto del progetto, considerando le fragilità ambientali e storico-archeologiche dell’area;
  •  considerare percorsi alternativi;
  • adottare misure di controllo e distinti per regolamentare i flussi, nel rispetto dei fruitori del parco, tutelando i pedoni.  

 qui il link per rivedere la riunione della Commissione