Associazione Amici di Villa Ada

Associazione Amici di Villa Ada
dal 1987 per la tutela del parco pubblico
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sabato 9 maggio 2026

Gianni Grassi, un ricordo di un amico

 

Villa Ada è anche il luogo dove i ricordi sono custoditi. La memoria conserva i momenti vissuti, le battaglie intraprese, le discussioni e la visione di un futuro possibile, avendo a cuore il bene comune.

Gianni Grassi ha fatto molto per il nostro quartiere, è stato un punto di riferimento per la nostra comunità e vogliamo ricordarlo.

Impegno, partecipazione, tenacia: se Villa Ada è il grande parco pubblico che conosciamo oggi, con la sua bellezza offerta alla città intera, lo si deve anche a chi, come Gianni, ha scelto di dedicare la propria disponibilità affinché il bene comune fosse tutelato, gestito e mantenuto.


le parole che raccontano Gianni, dedicate dagli Amici di Villa Ada

mercoledì 29 aprile 2026

Cittadini e Comunità solidali del quartiere - 7 maggio 2026

Un quartiere, i volti dei suoi abitanti, una storia, lunga cento anni, che è importante conoscere e custodire. Villa Ada, il luogo che è nel cuore delle persone, dove abbiamo camminato, giocato, corso e conversato: il posto dove abbiamo trascorso momenti belli, dove abbiamo cercato il silenzio e la tranquillità. Un grande parco pubblico dove i cittadini hanno trovato il contatto con la natura, dove fermarsi per ascoltare i suoni degli uccelli e sentire i profumi portati dal vento. Vialetti, prati, alberi, colline: uno scenario dove hanno trovato posto i nostri pensieri, dove abbiamo incontrato la piacevolezza di conversare all’ombra dei grandi alberi. Un luogo per le grandi avventure dei più piccoli, dove scoprire la bellezza di correre e giocare, in uno spazio aperto.

Villa Ada è un pezzo di storia di questo quartiere ed è anche l’occasione per ripercorrere momenti, ricordare chi ha contribuito, con il proprio impegno, affinché diventasse un parco pubblico aperto a tutta la città.

È importante ricordare, è importante proseguire, con lo stesso impegno, affinché il bene comune sia tutelato, gestito e custodito. Un impegno che riguarda la comunità intera e che significa un gesto collettivo di responsabilità e partecipazione.

Giovedì 7 maggio, nell’ambito delle iniziative promosse per i primi cento anni di Piazza Verbano si svolgerà l’incontro, presso la Cripta di San Saturnino, dal titolo “Cittadini e Comunità solidali del quartiere”.

qui il programma

 

giovedì 2 giugno 2022

Finalmente una buona notizia per Villa Ada!


Un periodo lunghissimo fatto di incontri, note, sollecitazioni, annunci e smentite, approfondimenti, pareri… ma ora, finalmente, si sta lavorando per restituire decoro all’ingresso monumentale di Villa Ada.

Sono serviti anni nei quali associazioni e comitati non hanno mollato mai per ottenere che il parcheggio, abusivo e illegale, sparisse da quel tratto di via Salaria e permettesse di restaurare il cancello che dava accesso a Villa Ada.

Una posizione di principio per non rinunciare a tutelare il parco, la sua bellezza e il suo patrimonio fatto di paesaggi, beni architettonici e un insieme di specie botaniche e faunistiche che lo rendono un luogo unico: una salvaguardia troppe volte dimenticata, svilita e trascurata, lasciando che Villa Ada soffrisse dell’assenza di cura e manutenzione.

Un piazzale ridotto a parcheggio abusivo, come tanti altri luoghi di Roma, abbandonato nell’indifferenza e nell’incapacità di ribadire il rispetto delle regole e il valore del patrimonio collettivo.

È un primo passo la collocazione dei parapedonali a protezione del cancello; dovrà seguire il restauro dell’ingresso e, si auspica, una gestione più attenta e costante nel tutelare il parco nella sua interezza, recuperando gli edifici abbandonati, regolamentando gli accessi di autovetture e svolgendo un’azione concreta di protezione e manutenzione del patrimonio arboreo.

Continueremo a osservare e a segnalare le mancanze, vigileremo affinché Villa Ada non cada nel dimenticatoio, senza smettere di chiedere l’adozione di un Piano di assetto con indicazioni, certe, di risorse e personale.

giovedì 24 marzo 2022

Villa Ada, un parco da tutelare, anche nel sottosuolo




Si terrà Sabato 9 aprile 2022, nell'ambito della Giornata straordinaria di pulizia "Roma cura Roma”, indetta da Roma Capitale, assieme ad altre associazioni che hanno a cuore la tutela del parco, si svolgerà l’operazione di bonifica della Cava sopra via Anna Magnani, una cavità che si trova sotto i boschi di Villa Ada e che nel tempo, per incuria e inciviltà, è stata ridotta a discarica.

Vogliamo far sì che rappresenti l’inizio di una stagione nuova che, anche con la partecipazione dei cittadini e del volontariato, veda l’amministrazione comunale impegnata in modo costante nella gestione e nella protezione di questo sistema naturale e culturale complesso, fatto di boschi, radure ed edifici storici. Anche il sottosuolo di Villa Ada, che conserva le tracce della storia, ha la necessità di essere sottoposto a manutenzione e cura, eliminando le situazioni di degrado e abbandono.

Iniziamo da qui, con l’intenzione di proseguire, con un impegno che non si interrompe, per tutelare l'ambiente e il patrimonio culturale di Villa Ada.

 

https://romacura.roma.it/partecipanti/sotterranei-di-roma/

il video che presenta l'iniziativa


domenica 27 febbraio 2022

Il valore di una pozzanghera

A Roma, da qualche mese, si è innestata la polemica sul GRAB, una ciclovia che in alcuni tratti dovrebbe attraversare parchi e aree protette.

Un’idea che non ha visto un parere concorde da parte di tutti: il passaggio in aree fragili, destinate alla fruizione pubblica anche allo scopo di allontanare i rischi connessi al traffico e al transito di veicoli, è diventato la soluzione per realizzare una ciclovia turistica, finanziata dal Ministero per le infrastrutture e la mobilità sostenibile.

Si tratta di aree sulle quali sono vigenti vincoli e dovrebbero essere attuate misure di protezione del paesaggio e della biodiversità ma, per chi sostiene il GRAB, si tratta del modo per “valorizzare” i percorsi ciclabili e incrementare la fruizione da parte di ciclisti.

Dispiace assistere a una polemica che usa i toni tipici di un dibattito fuorviante, intriso di protervia e arroganza: si preferisce negare il confronto sugli aspetti di criticità e adottare modi già visti, in altre occasioni, in cui chi difende l’ambiente viene descritto come “anima bella” e contrario al progresso.

Un frammento di zona umida, in un’area centrale della città, non dovrebbe essere chiamata “pozzanghera”: è un modo di agire che dimostra nervosismo e povertà di argomenti; usare la fragilità di un’area che, comunque, svolge una funzione legata alla tutela della biodiversità e potrebbe significare molto in termini di restauro naturale, per colpire associazioni, come il WWF Italia, che chiesero rispetto e salvaguardia per quel frammento di habitat, rappresenta un atteggiamento che preclude ogni tipo di ragionamento fondato su principi democratici.

Il GRAB si farà perché è opportuno che Roma si doti di un percorso ciclabile-turistico ma sarà obbligatorio attenersi ai vincoli e alle prescrizioni indicate da leggi e regolamenti; sarà necessario adottare soluzioni che non precludano la fruizione del parco a chi cammina preferendo inserire sullo stesso percorso un tragitto da percorrere in bicicletta, creando situazioni di rischio e disturbo; sarà necessario operare rispettando l’assetto della vegetazione ed evitando impatti derivanti da infrastrutture che, seppur “leggere”, possono incidere, in modo negativo, sugli equilibri esistenti.

Sono forme di confronto e dialogo che servono a creare maggiore partecipazione e condivisione sulle scelte e che, in qualche modo, l’Amministrazione comunale, titolare del finanziamento, dovrebbe favorire proprio perché sono alla base degli strumenti di valutazione dei progetti, a maggior ragione se si intendono realizzare interventi all’interno di aree tutelate.

 

domenica 13 febbraio 2022

La Rosa Bianca


La Rosa Bianca, il sacrificio di Hans e Sophie Scholl

una Memoria che è importante tutelare e tramandare

martedì 22 febbraio h 15,30 a Villa Ada


A Roma c’è un viale pedonale, immerso tra alberi e radure, dove passeggiare può essere anche un esercizio di memoria. È il viale dedicato a Sophie e Hans Scholl e si trova a Villa Ada, il grande parco pubblico nel Municipio 2 dove camminare significa percorrere spazi verdi e ritrovare il piacere del contatto con la natura.

Ascoltare i suoni dell’ambiente naturale, far correre nel silenzio i pensieri e i ricordi e accorgersi, guardando la targa che indica il viale, che la storia è dentro ciascuno di noi e attraversare la storia significa compiere un gesto civile, allenando la coscienza oltre alle gambe.

Ecco perché ricordare l’impegno e il sacrificio di Sophie e Hans rende Villa Ada un luogo speciale, a cui voler bene.

Quella della Rosa Bianca non è una storia di un piccolo gruppo di illusi, ma la testimonianza di alcuni giovani che hanno trovato il coraggio e la lucidità di fare ciò che milioni di tedeschi avrebbero voluto e potuto fare.

Vennero giudicati il 22 febbraio 1943 dal Tribunale del Popolo, presieduto dal giudice-boia di Hitler, Roland Freisler, che era volato appositamente da Berlino a Monaco con gli altri giudici, inviato dal gauleiter Joseph Goebbels. Nel corso di un breve dibattimento, durato cinque ore, furono privati di ogni difesa da Freisler, reputati colpevoli e il giorno stesso vennero ghigliottinati.
 
Grazie a: Gruppo David uno di noi, Osservatorio Sherwood e Parenti e amici di Ugo Forno per questa iniziativa di memoria attiva.

per chi volesse conoscere la storia de La Rosa Bianca qui il link alla puntata di Passato Presente su Rai Storia






mercoledì 9 febbraio 2022

Perché insistiamo nel chiedere un piano di gestione per Villa Ada

Siamo convinti, dal 1987, che Villa Ada abbia bisogno di un piano di gestione per individuare obiettivi e responsabilità, indicando, in modo trasparente, i ruoli, le risorse, le azioni.

Lo chiediamo da tempo, alle diverse amministrazioni che si sono succedute, ricevendo risposte vaghe e inadeguate, con continui rinvii a tempi migliori, alla ricerca di un quadro di riferimento che metta ordine tra competenze e responsabilità.

È per questi motivi che, di volta in volta, quando vengono presentati interventi, seppur consistenti, avvertiamo l’assenza di una visione che sia in grado di gestire la complessità e dotare il Parco di una strategia di medio e lungo periodo, come si dovrebbe prevedere quando si tutelano ambienti naturali e si affrontano temi che hanno a che fare con il patrimonio vegetale.

Gli alberi di Villa Ada hanno bisogno di essere considerati come un ecosistema, con la complessità delle relazioni si generano e con la prospettiva di comprendere le funzioni affidate alle aree verdi in ambito urbano: non solo aiuole belle per arricchire il decoro degli spazi cittadini ma elementi fondamentali per la qualità della vita. Boschi, siepi e foreste non sono sinonimi da usare a casaccio, solo per riempire pagine di documenti: sono elementi differenti che svolgono funzioni differenti e che richiedono, oggi più che mai, la serietà di scelte amministrative che non possono essere basate sul passato. I cambiamenti climatici sono una crisi che ciascuno deve affrontare, mettendo in atto decisioni che vadano nella direzione di attuare azioni di mitigazione e adattamento.

Continueremo a insistere, come abbiamo fatto in questi anni, contestando scelte inappropriate e assenza di lungimiranza, ribadiremo un impegno che non si limita a un incontro estemporaneo, per dare un po’ di ascolto, ma con la richiesta che sia attuato un percorso di gestione partecipata, con regole e continuità. 

 

sabato 19 giugno 2021

Incuria, indifferenza e trascuratezza: Villa Ada, il bene comune dimenticato

In una radura, tra ciò che rimane di un bosco mai curato, danneggiato da incendi e abbandono, è sorto, da mesi un parcheggio. Abusivo è dir poco perché è semplicemente un luogo invaso dalle auto senza che nessuno abbia provato ad arginare questa ulteriore aggressione all’ambiente.

Alle pendici di Monte Antenne, approfittando di una barriera rimossa, calpestando il suolo e portando degrado al degrado, sotto gli occhi di tutti, delle istituzioni che dovrebbero occuparsi della gestione e della manutenzione del bene comune.

Ma è la foto di un abbandono che non ha responsabili: una villa storica che ha un accesso che non tutela i pedoni e i ciclisti ma si presenta come un luogo senza regole né rispetto. Tutta la strada che conduce all’ingresso di Villa Ada, via del ponte salario, è un ammasso di auto parcheggiate ovunque, in sosta vietata, restringendo la carreggiata limitando la circolazione, anche, soprattutto, nel caso dovessero arrivare dei mezzi di soccorso. Una striscia di marciapiede senza protezione, l’immancabile rete di plastica arancione da pollaio, auto e scooter in ogni centimetro di spazio.

Proseguendo la strada lascia intravedere, nei bordi, rifiuti abbandonati e incuria, come se nessuno dovesse preoccuparsi di cosa accade in questa zona di Roma che attraversa uno dei parchi più estesi, che comprende anche un’area archeologica.

Si scrivono ordinanze, si prevedono divieti e prescrizioni ma poi tutto è lasciato così, nell’incuria e nell’indifferenza: associazioni e comitati hanno presentato un esposto alla Sindaca di Roma affinché non si possa dire “non sapevamo” “non abbiamo visto”.

Non è un parcheggio abusivo, non è sosta selvaggia: è l’indifferenza e l’incapacità di
un’amministrazione di curare il patrimonio pubblico rendendolo accessibile e adottando regole da far rispettare: i parchi devono poter essere fruiti dai cittadini in modo concreto, evitando il caos delle auto che rappresentano un pericolo per chi cammina. Forse si potrebbe sperimentare una navetta che colleghi il parcheggio antistante la Moschea, forse si potrebbe creare un percorso protetto per raggiungere il cancello di ingresso, forse si potrebbe risistemare l’area circostante: tante soluzioni che dovrebbero essere valutate e prese in considerazione, abbandonando una logica fondata sull’improvvisazione e sul degrado consolidato. Forse.

 

domenica 16 maggio 2021

Villa Ada, una storia che continua

Abbiamo scelto un modo differente per celebrare i primi 63 anni di Villa Ada, il grande parco pubblicò che fu trasferito al Comune di Roma il 18 maggio 1958, rendendo disponibile alla cittadinanza i suoi prati, i suoi viali, i suoi boschi: abbiamo deciso di restituire dignità alla memoria.

Un sabato pomeriggio abbiamo percorso i viali di Villa Ada con una scala e un secchio per ripulire le targhe che ricordano persone che hanno dedicato la vita per far crescere la cultura e l'idea del bene comune come elemento fondante di una collettività. Ci siamo fermati a osservare, leggendo le schede che ripercorrono le tappe della vita di chi, come Augusto Ciuffini, Luigi Pintor, Don Luigi di Liegro, Sophie e Hans Scholl, Don Lorenzo Milani, Jiri Pelikan, Jean Monnet, Federico Chabod, Don Giuseppe Dossetti, ha lasciato un segno, ha indicato un ideale in cui credere.

Viviamo un momento strano, difficile e confuso e oggi, è ancor più giusto tutelare la memoria e rafforzare le radici della comunità, per guardare avanti, per immaginare il futuro che è descritto anche nei nomi di queste targhe.

Grazie a Osservatorio Sherwood e Leprotti di Villa Ada che hanno condiviso con noi questo momento di impegno civile e di resistenza morale.


qui il post che ricorda il 18 aprile 1958



lunedì 10 maggio 2021

Villa Ada, i passi dentro la memoria

Un grande parco pubblico, che è frequentato ogni giorno da migliaia di cittadini, dall’alba al tramonto, come recitano i cartelli un po’ offuscati dal tempo e dalla sporcizia.

Viali e un largo che ricordano personaggi che hanno dedicato impegno e passione per la cultura, per la società civile, per il progresso della collettività: eppure le targhe che danno un nome ai percorsi sui quali camminiamo e corriamo tutti i giorni sono lasciate nell’incuria: sporche, illeggibili, trascurate e dimenticate come se il destino di Villa Ada fosse solo questo.

Non è detto che il destino e l’indifferenza non si possano contrastare: le associazioni e i comitati che hanno avuto un ruolo nella protezione di Villa Ada, del patrimonio naturale e culturale, curando la memoria e battendosi per la difesa della trasparenza e della legalità non si adeguano a questa logica dell’abbandono e della distrazione.

Per questo sabato 15 maggio 2021 si svolgerà l’operazione Rinfreschiamo la Memoria, l’occasione per ripercorrere il ricordo dei personaggi ai quali sono dedicati gli spazi di Villa Ada e ribadire che il bene comune deve essere curato e sottoposto a manutenzione costante.

Un appuntamento per ricordare, a chi ha poca memoria, che Villa Ada e la città hanno bisogno di essere custodite.

qui la locandina dell'iniziativa 


qui la mappa delle targhe 


 

 

sabato 8 maggio 2021

Le regole, le idee e le proposte

Lo abbiamo ribadito, con coerenza e con fermezza: Villa Ada è un grande parco pubblico, frutto dell’impegno di cittadini e associazioni che si sono battute, da sempre, per garantirne l’integrità e la gestione.

Un parco pubblico che il 18 maggio celebrerà i suoi primi 63 anni di apertura, per il godimento di tutti; un periodo storico che ha visto, più volte, minacce di manomettere il patrimonio collettivo rappresentato dai boschi e dalle praterie, dagli edifici e dalla cura degli equilibri degli ecosistemi; un impegno continuo che ha permesso di ottenere l’inserimento nella Legge per Roma Capitale e l’utilizzo di fondi per garantire l’esproprio di aree che rischiavano di essere edificate.

Le regole e i vincoli posti a tutela di Villa Ada sono la condizione essenziale e inequivocabile per far sì che il sistema naturale sia preservato e continui a esserlo, per permettere di tramandare alle generazioni future questo insieme di elementi paesaggistici, ambientali e culturali: occorre ripeterlo con forza perché è su queste regole che si basa l’idea stessa di istituire e proteggere un sistema ecologico complesso, elemento insostituibile per il futuro.

Accogliamo con interesse, per questo motivo, le indicazioni espresse lo scorso 7 maggio dalla Soprintendenza di Roma: i progetti che prevedono interventi sull’area di Villa Ada devono risultare coerenti con le norme di salvaguardia e per nessun motivo si deve ipotizzare di aggirare gli strumenti posti in atto per garantire la conservazione dell’ambiente.

Ripetiamo quanto espresso più volte: è necessario un quadro coordinato e strutturato per la gestione del Parco, coerente con le normative e con gli strumenti di pianificazione territoriale. Progetti e proposte possono trovare collocazione in un ambito che abbia come fondamento la visione complessiva del bene pubblico, nel rispetto delle regole e con la compatibilità con gli usi e le funzioni svolte dal Parco.

Proseguiremo il nostro impegno in difesa di Villa Ada con lo spirito che ha animato le centinaia di cittadini che hanno dedicato tempo e passione per la salvaguardia di un grande parco pubblico; continueremo a seguire con attenzione quanto avviene, ribadendo la necessità del rispetto delle regole basilari di trasparenza e legalità.

 

il parere della Soprintendenza 





 

giovedì 22 aprile 2021

Villa Ada, i tagli degli alberi e l’assenza di un piano

Le associazione i comitati hanno scritto, il 21 aprile, a Roma Capitale chiedendo, per l’ennesima volta, che sia assicurata trasparenza e informazione sulla cura e la manutenzione del Parco.

I tagli procedono in modo troppo sbrigativo e senza che sia data la pur minima comunicazione su come si sta operando, sulla base di quali valutazioni e con indicazioni su come sarà ricostituito il patrimonio arboreo che è parte essenziale di Villa Ada, del suo aspetto e del suo ruolo per tutelare la biodiversità e l’ecosistema.

Da troppo tempo si attende e si reclama un piano di gestione del Parco, un’area di 160 ettari, che dovrebbe contenere indicazioni e programmazione su come operare per la conservazione e la tutela, per garantire la fruizione e gli equilibri naturali.

A parole si annunciano interventi, migliorie, investimenti ma, purtroppo, si assiste a lavori svolti in modo intempestivo e senza una necessaria attenzione per gli aspetti naturalistici e garantendo un’adeguata partecipazione dei cittadini.

Villa Ada è un grande parco urbano ma continua, da decenni, a essere considerato come un’aiuola, come un luogo da gestire senza lungimiranza e considerazione per la complessità degli ambienti naturali e per il valore sociale che svolge, con ecosistemi che in ambito urbano sono rari e fragili.

Si continuerà a richiedere attenzione e competenza per assicurare il futuro di Villa Ada e oggi, 22 aprile, data che in tutto il mondo celebra l’Earth Day è ancor più significativo pretendere un cambio di passo per la salvaguardia del Parco e del suo ecosistema.

 

hanno sottoscritto la richiesta a Roma Capitale:

Associazione Amici di Villa Ada

Associazione Amici dei Pini di Roma

Associazione AMUSE

Associazione Artù

Associazione Carteinregola

Cittadinanzattiva Nomentano-Trieste

Comitato amici di Piazza Verbano

Comitato Salviamo i Pini di corso Trieste

gruppo di lavoro per il Parco Nemorense

Osservatorio Sherwood

 


venerdì 16 aprile 2021

Villa Ada e GRAB: la discussione in Commissione Mobilità-Ambiente


Villa Ada e proposta di un tratto del GRAB: la Commissione consiliare Mobilità-Ambiente per ascoltare le opinioni delle associazioni e dei cittadini in relazioni a dubbi e perplessità sulle soluzioni progettuali.

Un incontro necessario, sollecitato da molte associazioni proprio per far sì che le problematiche connesse fossero discusse e portate all’attenzione dell’Amministrazione Capitolina.

Importante che siano stati ribaditi gli aspetti relativi alla regolamentazione e alla presenza di vincoli posti sull’area di Villa Ada e che sia stato dato rilievo a quanto le associazioni hanno fatto emergere affinché il progetto tenga in considerazione le criticità.


Resta la constatazione che il tempo reso disponibile per esporre le posizioni delle associazioni e dei comitati è stato troppo ristretto: molte osservazioni contengono elementi di dettaglio, con riferimenti ai documenti di pianificazione e alla normativa vigente.

Ribadiamo la necessità di:

  • approfondire la valutazione di impatto del progetto, considerando le fragilità ambientali e storico-archeologiche dell’area;
  •  considerare percorsi alternativi;
  • adottare misure di controllo e distinti per regolamentare i flussi, nel rispetto dei fruitori del parco, tutelando i pedoni.  

 qui il link per rivedere la riunione della Commissione


martedì 6 aprile 2021

Villa Ada: se ne parla tanto ma resta l’abbandono


Per capire meglio, per comprendere le origini del degrado e dell’abbandono del bene comune occorre mantenere alta l’attenzione: Villa Ada è un esempio di questa dimenticanza, di questo patrimonio inestimabile e trascurato.

Molte parole, a volte fuori dalla misura, sono state spese sul parco pubblico, sui progetti e sulle finalità a cui destinare parte di questo luogo così importante per il benessere dei cittadini: molte voci che hanno alimentato un dibattito serrato ma senza che, mai, si aggiungesse la parola di chi ha la responsabilità di amministrare, di rappresentare la volontà dei cittadini. Sono mancate le posizioni di chi ha incarichi politici, di maggioranza e di opposizione, facendo notare, ancora una volta, l’assenza e il disinteresse per il futuro di questo grande parco pubblico e una volontà chiara di tutela del verde urbano e della manutenzione della città.

I progetti appaiono quasi per caso ma incidono su un territorio che aspetta da anni un indirizzo chiaro in termini di gestione e manutenzione, con la definizione di interventi che non siano estemporanei quanto, piuttosto, coordinati e pianificati, come sarebbe necessario per agire nell’ottica di tutelare ecosistemi complessi, con un’estensione di 150 ettari, con parti di bosco e macchia che non possono essere considerati come delle aiuole.

La foto che descrive il degrado è quella del centro remiero che, ai bordi del lago, avrebbe potuto costituire un’attività importante per estendere le possibilità di svago e fruizione, offrendo alla cittadinanza un’occasione per godere di questo patrimonio pubblico, facilmente raggiungibile e a disposizione di tutti: una catapecchia in disuso, con vetri rotti e rifiuti abbandonati sotto gli occhi di tutti, anche degli amministratori che si trovassero a passare da lì.

Da tempo si chiede il recupero e la valorizzazione del cancello monumentale su via salaria ma da anni si rinvia, si susseguono incontri e proposte progettuali per la posa in opera di qualche parapedonale; da tempo si evidenzia la pericolosità del marciapiede, troppo stretto e spesso occupato da auto in sosta; da sempre si propone di rendere più sicuri gli attraversamenti pedonali e di risolvere i problemi connessi al traffico veicolare all’interno del parco; la casa dell’ex-guardiano avrebbe potuto essere un centro visite e accogliere i visitatori ma si è preferito lasciarla abbandonata; il tempio di Flora è un luogo che incute paura e attira degrado; le ex-scuderie reali sono fatiscenti e pericolanti, lasciate così, come un esempio di inadeguatezza e mancanza di capacità progettuale. Il casale della Finanziera è uno dei simboli di questa sconfitta, con i segni del vandalismo e dell’incapacità di proteggere qualcosa che appartiene alla collettività. Un elenco lungo e doloroso soprattutto se riferito alle battaglie per tutelare Villa Ada, ottenere l’esproprio per evitare speculazioni immobiliari: un elenco che descrive l’assenza di un piano, il vuoto della politica che non si fa carico del futuro di questo patrimonio naturale, storico, archeologico.

Un progetto per Villa Ada, per ricostruire la rete di sentieri, la fruizione e il godimento; il recupero di manufatti abbandonati; la gestione forestale del patrimonio arboreo con piani di assestamento e di manutenzione costante.

Questi sono i motivi per cui continueremo a restare coerenti con le nostre idee, difendendo l’integrità di Villa Ada e denunciando manomissioni e abbandono: lo facciamo perché conosciamo la storia e abbiamo percorso mille volte questi sentieri e vogliamo guardare al futuro, mantenendo alta l’attenzione e non rinunciando ai nostri principii.

Si avvicina una nuova fase elettorale e sarà interessante ascoltare le idee e gli impegni che i candidati alla guida della città e del municipio vorranno esprimere verso il verde pubblico, le ville storiche, la manutenzione del bene comune. Ci saremo, con le nostre opinioni e con le nostre critiche, come abbiamo fatto sempre, senza timori e indugi.

sabato 3 aprile 2021

Il senso della misura

 

Si discute e si litiga per un tracciato di un paio di km di ciclovia turistica che dovrebbe attraversare un parco pubblico di Roma. Il parco è Villa Ada, un grande ecosistema urbano di oltre 150 ettari, con una lunga storia di violazioni, espropri e battaglie per garantirne l’integrità e la finalità di area verde a disposizione dei cittadini. La ciclovia è il GRAB, una dorsale di circa 44 km che congiungerà i punti turistici che descrivono la grande bellezza di Roma: il Colosseo, i Fori imperiali, Villa Borghese, la via Appia Antica…

Forse in modo inaspettato l’Amministrazione Capitolina si è trovata di fronte a osservazioni e dubbi, espressi da associazioni e comitati che da decenni si occupano del bene comune e della salvaguardia degli aspetti naturali e culturali del Parco. Il progetto, presentato poche settimane fa con incontri con i responsabili dell’Agenzia per la mobilità, ha reso evidenti alcune incongruenze che è opportuno chiarire e affrontare, con l’idea di rafforzare l’idea stessa di dotare la città, dopo anni e anni di disattenzione e ritardo, di una rete ciclabile degna di questo nome.

Il progetto, forse per attenuare il contrasto con il traffico veicolare che pervade ogni angolo di Roma, prevede il passaggio all’interno di parchi e riserve naturali, inserendo in modo affrettato e poco attento un flusso di biciclette in aree che, per caratteristiche ambientali, sono destinate ai cittadini che le frequentano a piedi, con bambini e cani. Aree particolarmente importanti perché rappresentano i luoghi tutelati dove trovare il contatto con l’ambiente naturale e il silenzio dei sentieri dove camminare lentamente.

Due km di ciclovia, con fondo creato appositamente, con piccole infrastrutture a servizio (stazioni di ricarica elettrica, …) che attraverserebbero una delle parti più selvagge, a tratti intricata e sconnessa ma affascinante perché è proprio qui che è possibile immergersi un’isola naturale dove talvolta è udibile il picchio che modella il legno morti dei grandi alberi.

I progettisti hanno trovato una soluzione comoda, che non interferisce con la viabilità ordinaria, non sottrae spazio alle auto, non richiede il rispetto delle norme del codice della strada: ma è un percorso promiscuo in cui le bici, questa volta non necessariamente lente e attente al contesto, e i cittadini si dovrebbero trovare a coesistere, schivando pericoli e collisioni.

Il valore della fase di partecipazione di un progetto serve proprio a questo: far emergere critiche e osservazioni che è necessario valutare e considerare, adottando strumenti che permettano di confrontare alternative e azioni di mitigazione; una pratica consolidata, in uso per grandi infrastrutture e attività che si prevede possano avere impatti sull’ambiente, sulla salute e sul territorio. Più che giusto, quindi, far sì che la partecipazione sia ampia e aperta, attivando processi di ascolto e di confronto che permettano di elaborare progetti condivisi e capaci di acquisire forza dalla collaborazione di quanti vivono i luoghi e ne conoscono le fragilità e i fabbisogni.

Purtroppo non sempre accade che la partecipazione sia considerata un valore aggiunto e si preferisce innescare la contrapposizione, a volte ideologica, tra fronti incapaci di trovare un percorso di dialogo: c’è chi ritiene di poter assegnare ad altri il bollino di “ambientalista” e chi preferisce adottare la strada della protervia e dell’ironia senza argomenti, seguendo la modalità del “buttarla in caciara”.

Ma i due km di ciclovia promiscua all’interno di Villa Ada sono un esempio di come si preferisca non confrontarsi, adeguando le scelte all’esigenza di far passare le bici dove è più comodo, sottovalutando impatti e criticità. Una discussione senza costrutto, fondata sull’attribuire l’idea originaria ad Antonio Cederna che, scomparso nel 1996, ebbe a che fare con una realtà differente e si batté, in prima persona, per tutelare i parchi e garantire l’esproprio per aprire il parco ai cittadini: ma da allora sono trascorsi decenni, la società è cambiata, sono cambiate le esigenze di fruire del verde pubblico e, oggi più che mai, con la pandemia, si è compreso il valore degli ecosistemi protetti nelle aree urbane. Si è compreso anche il bisogno di cambiare il concetto di mobilità urbana, adottando scelte che vadano nella direzione di ridurre l’uso delle auto per privilegiare la mobilità ciclistica e pedonale, ma all’esterno delle aree sottoposte a vincolo ambientale, non all’interno dei parchi.

Il dibatto sui 2 km di GRAB dentro Villa Ada deve significare un cambio di passo: progetti calati d’alto, senza la dovuta ponderazione della possibilità di creare un’incidenza negativa sugli ecosistemi e sui modelli di fruizione, devono essere ripensati, adeguando le scelte infrastrutturali con una città capace di futuro, chiamata a colmare decenni di ritardo e preparando gli ambienti urbani a rispondere alle sfide del cambiamento climatico e dell’uso degli spazi pubblici.

Questi sono i motivi per cui continueremo a impegnarci per il bene comune, per la salvaguardia di Villa Ada e dell’ambiente naturale, ricordando il valore del capitale naturale e il senso dell’impegno di chi ha voluto che il parco fosse un grande e unico sistema naturale a disposizione dei cittadini.

 


mercoledì 10 marzo 2021

Italia Nostra esprime la posizione sul GRAB a Villa Ada

 

"Esistono alternative a questo tracciato inopinatamente e forzatamente inserito in una villa storica."


I dubbi manifestati dall'Associazione Amici di Villa Ada su un progetto che non è stato condiviso con i cittadini che vivono e frequentano il Parco ogni giorno trovano conferma nella posizione espressa da Italia Nostra, pubblicato nei giorni scorsi sul sito.

Continueremo a seguire la vicenda per comprendere come si possa giungere a predisporre un progetto che ha degli impatti sull'ambiente e sugli equilibri naturali del Parco senza un'adeguata attività di ricerca e di studio preliminare.


il link a Italia Nostra


domenica 7 marzo 2021

Villa Ada e il GRAB


La posizione dell’Associazione Amici di Villa Ada che, dal 1987, si occupa della storia e della tutela di questo importante patrimonio pubblico, sul progetto di realizzare un tratto di ciclovia turistica all’interno del Parco.


L’ipotesi di attraversamento di Villa Ada con la costruzione di un percorso ciclabile secondo Il tracciato indicato nella proposta presentata dall’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità, con la consulenza dello Studio Ferretti, relativa al segmento via Panama - via di Ponte Salario va inquadrata nella normativa cui è sottoposta la Villa. In particolare:


  • con D.M. 14 12 95 la Villa è stata sottoposta a tutela assoggettandola alle disposizioni di cui alla legge 1.6.1939, n. 1089;
  • la destinazione urbanistica è secondo il vigente PRG zona N;
  • il piano di utilizzazione della villa, approvato in data 11 marzo 1994 con accordo di programma, è uno strumento urbanistico che definisce gli usi di aree e immobili e all’articolo 6, sul sistema dei percorsi, prevede percorsi naturalistici didattici, percorsi odorosi, percorsi vita e non prevede assolutamente percorsi ciclabili all’interno del parco;
  • la CARTA DEI GIARDINI STORICI DETTA "CARTA DI FIRENZE" prevede nell’ambito del parco a carattere museale unicamente interventi di restauro conservativo, di restauro del giardino e della vegetazione esistente.

Ciò premesso il progetto risulta anche molto invadente per diversi motivi:

  1. ·       può ledere il principio di rispetto assoluto delle preesistenze archeologiche;
  2. ·       può creare ostacoli e intralcio nell’area molto frequentata da pedoni e bambini in quanto quello individuato si svolge, nel tratto iniziale, lungo il laghetto dove sussistono diverse attività tra cui l’area giochi con giostre; l’ingresso dall’entrata di via ponte Salario poi non prevede alcuna distanza né differenziazione dei flussi, con il rischio potenziale di creare intralcio, tra gli utenti.


Successivamente il percorso si inserisce nella valle, che costeggia le due colline, per procedere in direzione SW, verso via Panama. Si tratta di un’area particolarmente boscata con un sentiero di dimensioni limitate e in questo caso si verificherebbe un sovraccarico dei flussi di persone a piedi e in bicicletta.

Ricordando inoltre che Villa Ada ha un assetto morfologico e vegetazionale particolare e presenta un’elevata diversità di ambienti che assicurano una notevole ricchezza biologica, a causa dell’elevato numero di zone ecotonale e di nicchie ecologiche ivi presenti, qualsiasi intervento può determinare un’alterazione degli habitat faunistici e vegetazionali e il progetto si sviluppa proprio nella parte di maggior valore naturalistico.

La realizzazione di una pista ciclabile può creare infatti una serie di impatti negativi sia in fase di cantiere che di esercizio.

In fase di cantiere può alterare lo stato dei luoghi in quanto determina:

  • ·       interruzione di habitat per la fauna
  • ·       sottrazione di vegetazione
  • ·       disturbo acustico per la fauna
  • ·       modifica del regime idraulico

In fase di esercizio gli impatti previsti sono:

  • ·       sovraccarico di flussi

Un percorso ciclabile di 3,5 metri di larghezza – come prospettato dal progetto - all’interno di Villa Ada risulterebbe decisamente invasivo indebolendo il tranquillo godimento dell’area protetta. E’ difficile immaginare un’adeguata realizzazione del percorso ciclabile visto che – come evidenziato nelle foto della presentazione – il percorso (peraltro immaginato su cartografia storica) dovrebbe estendersi per lo più lungo sentieri o stretti tracciati che dovrebbero essere quindi rimodellati con la conseguente alterazione dello stato dei luoghi. Il circuito ciclabile rischierebbe di trasformarsi in una superstrada a svantaggio degli altri frequentatori del parco: pedoni, jogger, bambini, famiglie con passeggini. 

La ciclabile non deve in alcun modo limitare le altre categorie di utenti e frequentatori dell’area. Inoltre la soluzione proposta per il tracciato in “terra stabilizzata” non chiarisce come verrà eseguito l’intervento e i risultati dello stesso. Riteniamo che né migliorando i materiali né il percorso, né attrezzando telecamere per dissuadere la velocità dei ciclisti né con altri escamotages si potranno risolvere le criticità in parte già esposte nella stessa presentazione dello Studio Ferretti.

Vogliamo sottolineare il fatto che in generale non siamo pregiudizialmente contrari alla realizzazione del GRAB ma non vediamo assolutamente possibile per tutti i motivi esposti sia di carattere normativo che di rispetto ambientale un progetto di percorso ciclistico in aree a rischio come appunto Villa Ada

Ricordiamo che il GRAB è inquadrato nel sistema di “ciclovie turistiche” va quindi inserito in un percorso alternativo, come ad esempio facendo correre la ciclabile all’esterno di Villa Ada, nella area della Moschea, tra l’altro già servita dalla metropolitana Roma-Viterbo molto frequentata, anche potenziando l’esistente collegamento della ciclabile dell’Olimpica, collegando via della Moschea, viale Parioli, l’Auditorium e via Salaria.

Sarebbe infatti auspicabile rendere verde e fruibile la città, aumentando sempre più l’inserimento dei percorsi ciclabili nelle vie di traffico ordinario rimodellandole attorno a principi di maggior uso di mezzi pubblici con la conseguente salvaguardia dei parchi, rovesciando l’attuale filosofia del GRAB che prevede 30 km attraverso parchi e ville e solo 15 su viabilità ordinaria.

In alternativa il tracciato potrebbe essere riposizionato all’esterno di Villa Ada, intervenendo per la riqualificazione della strada che attualmente è aperta al traffico veicolare (via di Ponte Salario). In questo caso la strada potrebbe essere limitata alla circolazione pedonale e ciclabile, permettendo di raggiungere l’area archeologica e storica di Monte Antenne per poi proseguire in direzione della Moschea e di viale Romania – piazza Ungheria.

lunedì 20 aprile 2020

Villa Ada, servirebbe un piano e invece…


Sono tempi complicati con giornate bellissime che però è necessario trascorrere chiusi in casa, per affrontare l’emergenza del maledetto virus.

Vorremmo leggere che nel frattempo si sta lavorando per la manutenzione e la cura della città, per contribuire alla fase della riapertura graduale, dopo la quarantena. I parchi e le aree verdi saranno importantissimi per offrire ai cittadini il ristoro di angoli di natura e di serenità.

Tra questi Villa Ada che oggi è chiusa
ma da anni attende interventi importanti di restauro e di recupero ambientale, dopo gli schianti di alberi e l’abbandono degli edifici.

Invece, con sorpresa, si apprende che la Giunta capitolina ha adottato lo scorso 2 aprile una deliberazione che approva un progetto di fattibilità per l’importo di 740.000 Euro per restaurare il Casale della Finanziera. La sorpresa di leggere la Delibera lascia subito posto a molti dubbi e perplessità.

Si tratta sicuramente di un intervento sacrosanto per arginare degrado e rovina definitiva ma è privo di un quadro complessivo che definisca priorità e finalità dell’investimento per dare coerenza a un progetto che dovrebbe essere inserito nell'attuazione del piano di gestione.

L'Amministrazione Capitolina ancora una volta non mette in campo un nuovo necessario strumento, con l’indicazione di coordinare e accentrare tutte le competenze sul parco in una figura unica, con l’individuazione di un Direttore della Villa, come si conviene per un’area naturale protetta estesa per oltre 160 ettari.

Si continua invece in una logica frammentata e priva di un piano con obiettivi, strumenti, risorse e programmazione: manca l'idea di fondo che l'intera area debba essere gestita e affidata con responsabilità operative che non siano solo il servizio giardini.
D'altronde sarebbe stata auspicabile una fase di confronto e di partecipazione sulle scelte compiute, permettendo la comparazione di progetti e l’individuazione di priorità sulla base di un Piano. Per esempio sarebbe risultato opportuno considerare il recupero dell’edificio che sta sulla sinistra rispetto all'ingresso del viale che porta all'ambasciata d’Egitto, la casa del guardiano inserendo nel progetto anche il recupero della cancellata d’ingresso della Villa per dare forma a un progetto coordinato e con prospettive di gestione complessiva del patrimonio pubblico.

A questi interventi più volte richiesti e sollecitati come quello sulla casa del guardiano che sarebbe risultato certamente meno costoso e più fruibile per i cittadini si dovrebbe aggiungere il completamento del restauro della Chiesa del Divino Amore per cui è stata erogata solo una prima tranche dei lavori nel 2013 e nonostante questi primi lavori versa oggi in uno stato di abbandono totale.
È doveroso quindi porre dubbi sulla decisione di spendere 800.000 euro per restaurare il casale, con riferimento soprattutto a quale fine farà, una volta terminato l’intervento edilizio? chi lo gestirà? come sarà impedito un nuovo attacco di vandali?
Dubbi che pongono la necessità di conoscere la composizione del gruppo di lavoro interdipartimentale istituito con D.D prot.n. QL/73103/2019 del 29 settembre 2019  che ha stabilito la priorità di questo intervento, scartandone altri che potessero risultare più urgenti e con finalità più comprensibili, e maggiori informazioni sulle due successive delibere del 16 12 2019 di importi rilevanti sugli interventi per Villa Ada .

Troppe ombre e poche luci nel futuro di Villa Ada, proprio ora che servirebbe coraggio e competenza per investire davvero per la gestione e la manutenzione del Parco: un investimento fatto con lungimiranza, guardando al futuro, immaginando una cura costante e obiettivi concreti. Manca la visione ma, soprattutto, la volontà di uscire da una logica di piccoli cantieri che non contribuiscono al restauro complessivo di un parco che è fatto di alberi, viali, laghetti. Non è sufficiente compiere il restauro più bello del mondo di un singolo casale e lasciare nel degrado tutto il resto, senza avere neanche cognizione di come utilizzare il casale, come attribuirgli una funzione sociale e garantire la fruizione e la gestione.

Con CarteinRegola, l'associazione che da tempo si occupa dei problemi di trasparenza e partecipazione dei cittadini alle scelte dell'Amministrazione Capitolina, abbiamo iniziato a predisporre un dossier che può essere scaricato a questo link.



Dal 4 dicembre 2013  sono stati quindi deliberati per Villa Ada  i seguenti atti:

1) Restauro e consolidamento della Chiesetta del Divino Amore a Villa Ada Savoia – I lotto” Importo dell’appalto: € 262.818,83 di cui € 232.533,21 soggetti a ribasso d’asta e € 30.285,62 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso; - CIG: 4860919D3E - CUP: J84G10000220001 
STRUTTURA PROPONENTE: SOVRINTENDENZA CAPITOLINA AI BENI CULTURALI 

2) D.D.  1628 prot. n. QL/73103/2019 del 29 settembre 2019 CIG 8123595AA8
Oggetto: Interventi di restauro e messa in sicurezza degli edifici all'interno del parco di Villa Ada.
Importo complessivo: € 69.814,00 compressa IVA al 22%.

3) D.D. 1632 16/12/2019 CIG 8117996E36 
Oggetto: Progettazione Definitiva ed Esecutiva propedeutica i lavori di Riqualificazione del Parco di Villa Ada. Importo complessivo: € 95.781,77 compressa IVA al 22%.

4) Interventi di restauro e messa in sicurezza degli immobili all'interno di Villa Ada. Annualità 2020-2022 CdC 0VP Progetto di fattibilità tecnica economica. CUP J81I19000040004. Importo Euro 740.625,00 I.V.A. compresa.


domenica 29 settembre 2019

Non è degrado, è l’arresa di fronte all’abbandono


Villa Ada, il grande parco pubblico simbolo di battaglie che hanno visto coinvolti cittadini, associazioni, uomini di cultura.

Oggi Villa Ada, come il resto della città vive il diffondersi del degrado, dell’incuria, della devastazione. Qui, più che in altri casi, è evidente il senso di rassegnazione e di desolazione: luoghi che erano destinati allo svago e al riposo della cittadinanza si sono trasformati, in pochi anni, in aree dove si assiste all’abbandono dell’idea stessa di comunità.


Un pergolato giace pericolante, circondato
dal nastro giallo della Polizia Locale; il Casale della Finanziera, che era stato ristrutturato e adibito a centro di educazione ambientale è distrutto dal vandalismo e dall’incapacità di dare forza a progetti che servirebbero per rendere fruibile il parco e farlo diventare un elemento di qualità urbana.

Nulla viene fatto, nulla viene programmato e resta solo la disperazione di assistere inermi a questo disastro, senza l’assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione Capitolina.