Associazione Amici di Villa Ada

Associazione Amici di Villa Ada
dal 1987 per la tutela del parco pubblico
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sabato 9 maggio 2026

Gianni Grassi, un ricordo di un amico

 

Villa Ada è anche il luogo dove i ricordi sono custoditi. La memoria conserva i momenti vissuti, le battaglie intraprese, le discussioni e la visione di un futuro possibile, avendo a cuore il bene comune.

Gianni Grassi ha fatto molto per il nostro quartiere, è stato un punto di riferimento per la nostra comunità e vogliamo ricordarlo.

Impegno, partecipazione, tenacia: se Villa Ada è il grande parco pubblico che conosciamo oggi, con la sua bellezza offerta alla città intera, lo si deve anche a chi, come Gianni, ha scelto di dedicare la propria disponibilità affinché il bene comune fosse tutelato, gestito e mantenuto.


le parole che raccontano Gianni, dedicate dagli Amici di Villa Ada

mercoledì 29 aprile 2026

Cittadini e Comunità solidali del quartiere - 7 maggio 2026

Un quartiere, i volti dei suoi abitanti, una storia, lunga cento anni, che è importante conoscere e custodire. Villa Ada, il luogo che è nel cuore delle persone, dove abbiamo camminato, giocato, corso e conversato: il posto dove abbiamo trascorso momenti belli, dove abbiamo cercato il silenzio e la tranquillità. Un grande parco pubblico dove i cittadini hanno trovato il contatto con la natura, dove fermarsi per ascoltare i suoni degli uccelli e sentire i profumi portati dal vento. Vialetti, prati, alberi, colline: uno scenario dove hanno trovato posto i nostri pensieri, dove abbiamo incontrato la piacevolezza di conversare all’ombra dei grandi alberi. Un luogo per le grandi avventure dei più piccoli, dove scoprire la bellezza di correre e giocare, in uno spazio aperto.

Villa Ada è un pezzo di storia di questo quartiere ed è anche l’occasione per ripercorrere momenti, ricordare chi ha contribuito, con il proprio impegno, affinché diventasse un parco pubblico aperto a tutta la città.

È importante ricordare, è importante proseguire, con lo stesso impegno, affinché il bene comune sia tutelato, gestito e custodito. Un impegno che riguarda la comunità intera e che significa un gesto collettivo di responsabilità e partecipazione.

Giovedì 7 maggio, nell’ambito delle iniziative promosse per i primi cento anni di Piazza Verbano si svolgerà l’incontro, presso la Cripta di San Saturnino, dal titolo “Cittadini e Comunità solidali del quartiere”.

qui il programma

 

giovedì 24 marzo 2022

Villa Ada, un parco da tutelare, anche nel sottosuolo




Si terrà Sabato 9 aprile 2022, nell'ambito della Giornata straordinaria di pulizia "Roma cura Roma”, indetta da Roma Capitale, assieme ad altre associazioni che hanno a cuore la tutela del parco, si svolgerà l’operazione di bonifica della Cava sopra via Anna Magnani, una cavità che si trova sotto i boschi di Villa Ada e che nel tempo, per incuria e inciviltà, è stata ridotta a discarica.

Vogliamo far sì che rappresenti l’inizio di una stagione nuova che, anche con la partecipazione dei cittadini e del volontariato, veda l’amministrazione comunale impegnata in modo costante nella gestione e nella protezione di questo sistema naturale e culturale complesso, fatto di boschi, radure ed edifici storici. Anche il sottosuolo di Villa Ada, che conserva le tracce della storia, ha la necessità di essere sottoposto a manutenzione e cura, eliminando le situazioni di degrado e abbandono.

Iniziamo da qui, con l’intenzione di proseguire, con un impegno che non si interrompe, per tutelare l'ambiente e il patrimonio culturale di Villa Ada.

 

https://romacura.roma.it/partecipanti/sotterranei-di-roma/

il video che presenta l'iniziativa


sabato 19 giugno 2021

Incuria, indifferenza e trascuratezza: Villa Ada, il bene comune dimenticato

In una radura, tra ciò che rimane di un bosco mai curato, danneggiato da incendi e abbandono, è sorto, da mesi un parcheggio. Abusivo è dir poco perché è semplicemente un luogo invaso dalle auto senza che nessuno abbia provato ad arginare questa ulteriore aggressione all’ambiente.

Alle pendici di Monte Antenne, approfittando di una barriera rimossa, calpestando il suolo e portando degrado al degrado, sotto gli occhi di tutti, delle istituzioni che dovrebbero occuparsi della gestione e della manutenzione del bene comune.

Ma è la foto di un abbandono che non ha responsabili: una villa storica che ha un accesso che non tutela i pedoni e i ciclisti ma si presenta come un luogo senza regole né rispetto. Tutta la strada che conduce all’ingresso di Villa Ada, via del ponte salario, è un ammasso di auto parcheggiate ovunque, in sosta vietata, restringendo la carreggiata limitando la circolazione, anche, soprattutto, nel caso dovessero arrivare dei mezzi di soccorso. Una striscia di marciapiede senza protezione, l’immancabile rete di plastica arancione da pollaio, auto e scooter in ogni centimetro di spazio.

Proseguendo la strada lascia intravedere, nei bordi, rifiuti abbandonati e incuria, come se nessuno dovesse preoccuparsi di cosa accade in questa zona di Roma che attraversa uno dei parchi più estesi, che comprende anche un’area archeologica.

Si scrivono ordinanze, si prevedono divieti e prescrizioni ma poi tutto è lasciato così, nell’incuria e nell’indifferenza: associazioni e comitati hanno presentato un esposto alla Sindaca di Roma affinché non si possa dire “non sapevamo” “non abbiamo visto”.

Non è un parcheggio abusivo, non è sosta selvaggia: è l’indifferenza e l’incapacità di
un’amministrazione di curare il patrimonio pubblico rendendolo accessibile e adottando regole da far rispettare: i parchi devono poter essere fruiti dai cittadini in modo concreto, evitando il caos delle auto che rappresentano un pericolo per chi cammina. Forse si potrebbe sperimentare una navetta che colleghi il parcheggio antistante la Moschea, forse si potrebbe creare un percorso protetto per raggiungere il cancello di ingresso, forse si potrebbe risistemare l’area circostante: tante soluzioni che dovrebbero essere valutate e prese in considerazione, abbandonando una logica fondata sull’improvvisazione e sul degrado consolidato. Forse.

 

domenica 16 maggio 2021

Villa Ada, una storia che continua

Abbiamo scelto un modo differente per celebrare i primi 63 anni di Villa Ada, il grande parco pubblicò che fu trasferito al Comune di Roma il 18 maggio 1958, rendendo disponibile alla cittadinanza i suoi prati, i suoi viali, i suoi boschi: abbiamo deciso di restituire dignità alla memoria.

Un sabato pomeriggio abbiamo percorso i viali di Villa Ada con una scala e un secchio per ripulire le targhe che ricordano persone che hanno dedicato la vita per far crescere la cultura e l'idea del bene comune come elemento fondante di una collettività. Ci siamo fermati a osservare, leggendo le schede che ripercorrono le tappe della vita di chi, come Augusto Ciuffini, Luigi Pintor, Don Luigi di Liegro, Sophie e Hans Scholl, Don Lorenzo Milani, Jiri Pelikan, Jean Monnet, Federico Chabod, Don Giuseppe Dossetti, ha lasciato un segno, ha indicato un ideale in cui credere.

Viviamo un momento strano, difficile e confuso e oggi, è ancor più giusto tutelare la memoria e rafforzare le radici della comunità, per guardare avanti, per immaginare il futuro che è descritto anche nei nomi di queste targhe.

Grazie a Osservatorio Sherwood e Leprotti di Villa Ada che hanno condiviso con noi questo momento di impegno civile e di resistenza morale.


qui il post che ricorda il 18 aprile 1958



sabato 8 maggio 2021

Le regole, le idee e le proposte

Lo abbiamo ribadito, con coerenza e con fermezza: Villa Ada è un grande parco pubblico, frutto dell’impegno di cittadini e associazioni che si sono battute, da sempre, per garantirne l’integrità e la gestione.

Un parco pubblico che il 18 maggio celebrerà i suoi primi 63 anni di apertura, per il godimento di tutti; un periodo storico che ha visto, più volte, minacce di manomettere il patrimonio collettivo rappresentato dai boschi e dalle praterie, dagli edifici e dalla cura degli equilibri degli ecosistemi; un impegno continuo che ha permesso di ottenere l’inserimento nella Legge per Roma Capitale e l’utilizzo di fondi per garantire l’esproprio di aree che rischiavano di essere edificate.

Le regole e i vincoli posti a tutela di Villa Ada sono la condizione essenziale e inequivocabile per far sì che il sistema naturale sia preservato e continui a esserlo, per permettere di tramandare alle generazioni future questo insieme di elementi paesaggistici, ambientali e culturali: occorre ripeterlo con forza perché è su queste regole che si basa l’idea stessa di istituire e proteggere un sistema ecologico complesso, elemento insostituibile per il futuro.

Accogliamo con interesse, per questo motivo, le indicazioni espresse lo scorso 7 maggio dalla Soprintendenza di Roma: i progetti che prevedono interventi sull’area di Villa Ada devono risultare coerenti con le norme di salvaguardia e per nessun motivo si deve ipotizzare di aggirare gli strumenti posti in atto per garantire la conservazione dell’ambiente.

Ripetiamo quanto espresso più volte: è necessario un quadro coordinato e strutturato per la gestione del Parco, coerente con le normative e con gli strumenti di pianificazione territoriale. Progetti e proposte possono trovare collocazione in un ambito che abbia come fondamento la visione complessiva del bene pubblico, nel rispetto delle regole e con la compatibilità con gli usi e le funzioni svolte dal Parco.

Proseguiremo il nostro impegno in difesa di Villa Ada con lo spirito che ha animato le centinaia di cittadini che hanno dedicato tempo e passione per la salvaguardia di un grande parco pubblico; continueremo a seguire con attenzione quanto avviene, ribadendo la necessità del rispetto delle regole basilari di trasparenza e legalità.

 

il parere della Soprintendenza 





 

giovedì 22 aprile 2021

Villa Ada, i tagli degli alberi e l’assenza di un piano

Le associazione i comitati hanno scritto, il 21 aprile, a Roma Capitale chiedendo, per l’ennesima volta, che sia assicurata trasparenza e informazione sulla cura e la manutenzione del Parco.

I tagli procedono in modo troppo sbrigativo e senza che sia data la pur minima comunicazione su come si sta operando, sulla base di quali valutazioni e con indicazioni su come sarà ricostituito il patrimonio arboreo che è parte essenziale di Villa Ada, del suo aspetto e del suo ruolo per tutelare la biodiversità e l’ecosistema.

Da troppo tempo si attende e si reclama un piano di gestione del Parco, un’area di 160 ettari, che dovrebbe contenere indicazioni e programmazione su come operare per la conservazione e la tutela, per garantire la fruizione e gli equilibri naturali.

A parole si annunciano interventi, migliorie, investimenti ma, purtroppo, si assiste a lavori svolti in modo intempestivo e senza una necessaria attenzione per gli aspetti naturalistici e garantendo un’adeguata partecipazione dei cittadini.

Villa Ada è un grande parco urbano ma continua, da decenni, a essere considerato come un’aiuola, come un luogo da gestire senza lungimiranza e considerazione per la complessità degli ambienti naturali e per il valore sociale che svolge, con ecosistemi che in ambito urbano sono rari e fragili.

Si continuerà a richiedere attenzione e competenza per assicurare il futuro di Villa Ada e oggi, 22 aprile, data che in tutto il mondo celebra l’Earth Day è ancor più significativo pretendere un cambio di passo per la salvaguardia del Parco e del suo ecosistema.

 

hanno sottoscritto la richiesta a Roma Capitale:

Associazione Amici di Villa Ada

Associazione Amici dei Pini di Roma

Associazione AMUSE

Associazione Artù

Associazione Carteinregola

Cittadinanzattiva Nomentano-Trieste

Comitato amici di Piazza Verbano

Comitato Salviamo i Pini di corso Trieste

gruppo di lavoro per il Parco Nemorense

Osservatorio Sherwood

 


martedì 6 aprile 2021

Villa Ada: se ne parla tanto ma resta l’abbandono


Per capire meglio, per comprendere le origini del degrado e dell’abbandono del bene comune occorre mantenere alta l’attenzione: Villa Ada è un esempio di questa dimenticanza, di questo patrimonio inestimabile e trascurato.

Molte parole, a volte fuori dalla misura, sono state spese sul parco pubblico, sui progetti e sulle finalità a cui destinare parte di questo luogo così importante per il benessere dei cittadini: molte voci che hanno alimentato un dibattito serrato ma senza che, mai, si aggiungesse la parola di chi ha la responsabilità di amministrare, di rappresentare la volontà dei cittadini. Sono mancate le posizioni di chi ha incarichi politici, di maggioranza e di opposizione, facendo notare, ancora una volta, l’assenza e il disinteresse per il futuro di questo grande parco pubblico e una volontà chiara di tutela del verde urbano e della manutenzione della città.

I progetti appaiono quasi per caso ma incidono su un territorio che aspetta da anni un indirizzo chiaro in termini di gestione e manutenzione, con la definizione di interventi che non siano estemporanei quanto, piuttosto, coordinati e pianificati, come sarebbe necessario per agire nell’ottica di tutelare ecosistemi complessi, con un’estensione di 150 ettari, con parti di bosco e macchia che non possono essere considerati come delle aiuole.

La foto che descrive il degrado è quella del centro remiero che, ai bordi del lago, avrebbe potuto costituire un’attività importante per estendere le possibilità di svago e fruizione, offrendo alla cittadinanza un’occasione per godere di questo patrimonio pubblico, facilmente raggiungibile e a disposizione di tutti: una catapecchia in disuso, con vetri rotti e rifiuti abbandonati sotto gli occhi di tutti, anche degli amministratori che si trovassero a passare da lì.

Da tempo si chiede il recupero e la valorizzazione del cancello monumentale su via salaria ma da anni si rinvia, si susseguono incontri e proposte progettuali per la posa in opera di qualche parapedonale; da tempo si evidenzia la pericolosità del marciapiede, troppo stretto e spesso occupato da auto in sosta; da sempre si propone di rendere più sicuri gli attraversamenti pedonali e di risolvere i problemi connessi al traffico veicolare all’interno del parco; la casa dell’ex-guardiano avrebbe potuto essere un centro visite e accogliere i visitatori ma si è preferito lasciarla abbandonata; il tempio di Flora è un luogo che incute paura e attira degrado; le ex-scuderie reali sono fatiscenti e pericolanti, lasciate così, come un esempio di inadeguatezza e mancanza di capacità progettuale. Il casale della Finanziera è uno dei simboli di questa sconfitta, con i segni del vandalismo e dell’incapacità di proteggere qualcosa che appartiene alla collettività. Un elenco lungo e doloroso soprattutto se riferito alle battaglie per tutelare Villa Ada, ottenere l’esproprio per evitare speculazioni immobiliari: un elenco che descrive l’assenza di un piano, il vuoto della politica che non si fa carico del futuro di questo patrimonio naturale, storico, archeologico.

Un progetto per Villa Ada, per ricostruire la rete di sentieri, la fruizione e il godimento; il recupero di manufatti abbandonati; la gestione forestale del patrimonio arboreo con piani di assestamento e di manutenzione costante.

Questi sono i motivi per cui continueremo a restare coerenti con le nostre idee, difendendo l’integrità di Villa Ada e denunciando manomissioni e abbandono: lo facciamo perché conosciamo la storia e abbiamo percorso mille volte questi sentieri e vogliamo guardare al futuro, mantenendo alta l’attenzione e non rinunciando ai nostri principii.

Si avvicina una nuova fase elettorale e sarà interessante ascoltare le idee e gli impegni che i candidati alla guida della città e del municipio vorranno esprimere verso il verde pubblico, le ville storiche, la manutenzione del bene comune. Ci saremo, con le nostre opinioni e con le nostre critiche, come abbiamo fatto sempre, senza timori e indugi.

domenica 7 marzo 2021

Villa Ada e il GRAB


La posizione dell’Associazione Amici di Villa Ada che, dal 1987, si occupa della storia e della tutela di questo importante patrimonio pubblico, sul progetto di realizzare un tratto di ciclovia turistica all’interno del Parco.


L’ipotesi di attraversamento di Villa Ada con la costruzione di un percorso ciclabile secondo Il tracciato indicato nella proposta presentata dall’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità, con la consulenza dello Studio Ferretti, relativa al segmento via Panama - via di Ponte Salario va inquadrata nella normativa cui è sottoposta la Villa. In particolare:


  • con D.M. 14 12 95 la Villa è stata sottoposta a tutela assoggettandola alle disposizioni di cui alla legge 1.6.1939, n. 1089;
  • la destinazione urbanistica è secondo il vigente PRG zona N;
  • il piano di utilizzazione della villa, approvato in data 11 marzo 1994 con accordo di programma, è uno strumento urbanistico che definisce gli usi di aree e immobili e all’articolo 6, sul sistema dei percorsi, prevede percorsi naturalistici didattici, percorsi odorosi, percorsi vita e non prevede assolutamente percorsi ciclabili all’interno del parco;
  • la CARTA DEI GIARDINI STORICI DETTA "CARTA DI FIRENZE" prevede nell’ambito del parco a carattere museale unicamente interventi di restauro conservativo, di restauro del giardino e della vegetazione esistente.

Ciò premesso il progetto risulta anche molto invadente per diversi motivi:

  1. ·       può ledere il principio di rispetto assoluto delle preesistenze archeologiche;
  2. ·       può creare ostacoli e intralcio nell’area molto frequentata da pedoni e bambini in quanto quello individuato si svolge, nel tratto iniziale, lungo il laghetto dove sussistono diverse attività tra cui l’area giochi con giostre; l’ingresso dall’entrata di via ponte Salario poi non prevede alcuna distanza né differenziazione dei flussi, con il rischio potenziale di creare intralcio, tra gli utenti.


Successivamente il percorso si inserisce nella valle, che costeggia le due colline, per procedere in direzione SW, verso via Panama. Si tratta di un’area particolarmente boscata con un sentiero di dimensioni limitate e in questo caso si verificherebbe un sovraccarico dei flussi di persone a piedi e in bicicletta.

Ricordando inoltre che Villa Ada ha un assetto morfologico e vegetazionale particolare e presenta un’elevata diversità di ambienti che assicurano una notevole ricchezza biologica, a causa dell’elevato numero di zone ecotonale e di nicchie ecologiche ivi presenti, qualsiasi intervento può determinare un’alterazione degli habitat faunistici e vegetazionali e il progetto si sviluppa proprio nella parte di maggior valore naturalistico.

La realizzazione di una pista ciclabile può creare infatti una serie di impatti negativi sia in fase di cantiere che di esercizio.

In fase di cantiere può alterare lo stato dei luoghi in quanto determina:

  • ·       interruzione di habitat per la fauna
  • ·       sottrazione di vegetazione
  • ·       disturbo acustico per la fauna
  • ·       modifica del regime idraulico

In fase di esercizio gli impatti previsti sono:

  • ·       sovraccarico di flussi

Un percorso ciclabile di 3,5 metri di larghezza – come prospettato dal progetto - all’interno di Villa Ada risulterebbe decisamente invasivo indebolendo il tranquillo godimento dell’area protetta. E’ difficile immaginare un’adeguata realizzazione del percorso ciclabile visto che – come evidenziato nelle foto della presentazione – il percorso (peraltro immaginato su cartografia storica) dovrebbe estendersi per lo più lungo sentieri o stretti tracciati che dovrebbero essere quindi rimodellati con la conseguente alterazione dello stato dei luoghi. Il circuito ciclabile rischierebbe di trasformarsi in una superstrada a svantaggio degli altri frequentatori del parco: pedoni, jogger, bambini, famiglie con passeggini. 

La ciclabile non deve in alcun modo limitare le altre categorie di utenti e frequentatori dell’area. Inoltre la soluzione proposta per il tracciato in “terra stabilizzata” non chiarisce come verrà eseguito l’intervento e i risultati dello stesso. Riteniamo che né migliorando i materiali né il percorso, né attrezzando telecamere per dissuadere la velocità dei ciclisti né con altri escamotages si potranno risolvere le criticità in parte già esposte nella stessa presentazione dello Studio Ferretti.

Vogliamo sottolineare il fatto che in generale non siamo pregiudizialmente contrari alla realizzazione del GRAB ma non vediamo assolutamente possibile per tutti i motivi esposti sia di carattere normativo che di rispetto ambientale un progetto di percorso ciclistico in aree a rischio come appunto Villa Ada

Ricordiamo che il GRAB è inquadrato nel sistema di “ciclovie turistiche” va quindi inserito in un percorso alternativo, come ad esempio facendo correre la ciclabile all’esterno di Villa Ada, nella area della Moschea, tra l’altro già servita dalla metropolitana Roma-Viterbo molto frequentata, anche potenziando l’esistente collegamento della ciclabile dell’Olimpica, collegando via della Moschea, viale Parioli, l’Auditorium e via Salaria.

Sarebbe infatti auspicabile rendere verde e fruibile la città, aumentando sempre più l’inserimento dei percorsi ciclabili nelle vie di traffico ordinario rimodellandole attorno a principi di maggior uso di mezzi pubblici con la conseguente salvaguardia dei parchi, rovesciando l’attuale filosofia del GRAB che prevede 30 km attraverso parchi e ville e solo 15 su viabilità ordinaria.

In alternativa il tracciato potrebbe essere riposizionato all’esterno di Villa Ada, intervenendo per la riqualificazione della strada che attualmente è aperta al traffico veicolare (via di Ponte Salario). In questo caso la strada potrebbe essere limitata alla circolazione pedonale e ciclabile, permettendo di raggiungere l’area archeologica e storica di Monte Antenne per poi proseguire in direzione della Moschea e di viale Romania – piazza Ungheria.

lunedì 6 maggio 2019

Piedi per terra

Appuntamento sabato 11 maggio, alle ore 9,30, per l'esplorazione urbana insieme ai cittadini per guardare la città in modo diverso.

Osservare i luoghi come appaiono e vedere i luoghi come possono diventare.





per info e prenotazioni: piediperterracir@gmail.com 


sabato 2 febbraio 2019

I cittadini si mobilitano per Villa Ada


La cancellata monumentale di Villa Ada è un simbolo. È l’esempio di una città che non riesce a frenare il degrado, dove la disattenzione delle amministrazioni determina lo svilimento del bene comune.

Un parcheggio abusivo, sotto gli occhi di tutti, usurpando un elemento che dovrebbe essere tutelato e valorizzato piuttosto che essere abbandonato.

Stiamo parlando, da anni, dello spazio antistante la cancellata monumentale situata in via Salaria 265b: sembrerebbe normale stabilire il divieto di sosta davanti al parco, collocando dei dissuasori e impedire di regalare alla sosta selvaggia 6 posti auto.

Amuse e Amici di Villa Ada portano avanti la loro battaglia per ottenere una cosa normale, il rispetto delle regole.

L’ultimo sopralluogo è dello scorso 25 gennaio quando Amuse ha incontrato la presidente della commissione Lavori Pubblici del II Municipio, Valentina Caracciolo e l’assessore Gian Paolo Giovannelli per studiare una soluzione compatibile ad altri progetti già adottati in diverse Ville storiche.

Per ribadire l’impegno delle associazioni e chiedere azioni urgenti e concrete è partita la petizione per salvaguardare il decoro della cancellata monumentale per “impedire la sosta nell'area antistante l’ingresso in questione”, oltre a “svolgere operazioni di manutenzione sul cancello e sui muri perimetrali”. A oggi più di 50 firme sono già raccolte in calce al documento.



mercoledì 14 marzo 2018

Un libro per non dimenticare

Villa Ada, da settimane, continua a essere chiusa, i cancelli bloccati da lucchetti, nel silenzio e nell'abbandono.


Dopo la nevicata del 26 febbraio il Servizio Giardini di Roma Capitale non ha svolto interventi
di messa in sicurezza dei rami danneggiati e, per motivi inspiegabili, Villa Ada e le altre ville storiche restano chiuse, senza una data certa di riapertura.

Un motivo in più per promuovere un incontro sulla storia del parco e discutere del suo futuro, per immaginare un modello che vada oltre il disinteresse e l’indifferenza.

Il 27 marzo, alle ore 17,00, alla Galleria Spazio 40, in via dell’arco di san Calisto, 40, si ripercorreranno le tappe descritte nel libro “Cronacheda Villa Ada”: vicende storiche, rischi di speculazioni e battaglie civili, un diario di passione politica che l’Associazione Amici di Villa Ada ha raccolto e reso pubblico.

sabato 10 febbraio 2018

Villa Ada non può essere abbandonata



Lo stato di Villa Ada è sotto gli occhi di tutti, dei cittadini e degli amministratori del Municipio e del Comune: la manutenzione del parco sembra essere un ricordo del passato, con il degrado che prende, ogni giorno, sempre più spazio, negando, di fatto, la fruizione di questo grande patrimonio pubblico.
Le associazioni AMUSE e Amici di Villa Ada hanno sollecitato la Presidente del Municipio 2, Francesca Del Bello, a fissare un incontro per definire un piano di interventi che restituisca dignità a uno degli elementi che identificano il quartiere e appartengono alla memoria di tutti i cittadini.

Interventi che sono stati più volte sollecitati come quello di agire, in modo semplice e immediato, per impedire la sosta abusiva nello spazio antistante il cancello monumentale: una sosta illegale che regala, ogni anno, diverse migliaia di euro, non incassate dall'Amministrazione comunale. Risorse che servirebbero per curare e manutenere il parco e il bene comune.

Questa la lettera inviata oggi alla Presidente Del Bello con la quale si sollecita l’azione del Municipio. Restiamo in attesa di una risposta, concreta.

lunedì 30 ottobre 2017

Il futuro di Villa Ada, con le radici nella memoria


Si è svolto giovedì scorso l’incontro pubblico per presentare il libro “Cronache da Villa Ada”. Un lavoro collettivo, realizzato dall’Associazione Amici di Villa Ada, per conservare la memoria di alcuni passaggi storici che hanno permesso di giungere ai nostri giorni con un grande parco pubblico, aperto alla fruizione di tutti i cittadini.

Momenti che è stato opportuno ricordare, anche per rendere merito a chi si è battuto per la salvaguardia di Villa Ada e che, tuttora, è al nostro fianco nel proseguire nell'impegno civile: amici di Villa Ada che non intendiamo dimenticare e ai quali dedichiamo questo libro.
Una sala gremita, che ha raccolto l’interesse e la partecipazione dei cittadini del quartiere, e ha rappresentato l’occasione per ascoltare interventi stimolanti, di esperti che hanno descritto il valore di Villa Ada, del suo patrimonio storico e naturalistico.

L’impegno prosegue, con l’obiettivo di promuovere altri incontri e passeggiate nel Parco, anche per celebrare i primi 60 anni di Villa Ada, una data importante che, nel mese di maggio 2018, sarà un ulteriore stimolo per tutelare l’area di Villa Ada e la sua storia.

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato e, in particolare, a Don Marco, per aver voluto ospitare l’incontro nel teatro della parrocchia di San Saturnino.


martedì 3 ottobre 2017

Cronache di Villa Ada

Un libro per conservare la memoria, per investire nel futuro: il bene comune che non possiamo dimenticare.
Ricordi, documenti, testimonianze: la storia recente di un grande parco pubblico a Roma. Un impegno quotidiano, svolto da persone normali, che hanno a cuore Villa Ada e la propria città.
Questa raccolta vuole essere un punto fermo, da cui non prescindere, per comprendere quanto sia stata impegnativa e strenua l’azione che ha portato ad avere un grande parco pubblico, elemento di qualità per chi vive in questa zona di Roma.
Un parco che spesso ha subito minacce, tentativi di manomissione e di trasformazione: ruspe e cemento non hanno mai smesso di guardare a Villa Ada come il luogo dove entrare e distruggere questo patrimonio naturale e culturale che appartiene a tutti.
Le pagine di un libro sono utili per dimostrare cosa ha significato impedire che Villa Ada fosse smembrata e violata; pagine che sono testimonianze concrete, da descrivere con documenti e ricordi, fotografie e petizioni.
Oggi è necessario lavorare per il futuro del parco, intervenendo sulle scelte di gestione, attuando la pianificazione, realizzando interventi di restauro e curando il bosco: più volte è stato ribadito che Villa Ada non può essere considerata come un giardino pubblico, con aiuole e vialetti ma come un ecosistema complesso, con aree ad alta naturalità e un patrimonio arboreo che ha bisogno di un piano dedicato.
Un parco, da gestire e manutenere, acquisendo competenze e professionalità e investendo con capacità e lungimiranza.

L’Associazione Amici di Villa Ada proseguirà, come sempre, nel suo impegno, per far sì che il parco sia un bene comune, tutelato e gestito con intelligenza: gli anni trascorsi sono descritti, in questo libro, per riconoscere il valore della memoria, per ricordare e non dimenticare.

giovedì 21 settembre 2017

Parco Nemorense: un chiosco per iniziare una nuova stagione

Finalmente sarà possibile vedere la riapertura del chiosco di Parco Nemorense. Domenica 24 settembre, dalle 14 in poi tutti sono invitati a partecipare a una festa, per la restituzione di un bene comune alla città.

Un’occasione importante per chi, in questi anni, non ha mai rinunciato all’impegno per la difesa dell’ambiente e del patrimonio pubblico, denunciando abbandono e degrado, disattenzioni e assenza di manutenzione. Un parco pubblico è un bene che
appartiene a tutti i cittadini e non deve essere lasciato nell’incuria: Parco Nemorense, uno dei simboli del nostro quartiere, ha vissuto anni difficili, con la necessità di ripristinare le regole e la legalità.

Dal chiosco che torna a essere un servizio per tutti coloro che vivono questo parco deve iniziare una nuova stagione, con l’impegno di tutti, cittadini e amministrazione, per il buon governo del bene comune.

Un segnale importante che significa anche creare opportunità di economia sociale, favorendo l’inclusione e l’innovazione: il chiosco, secondo quanto previsto dal bando del 2015, è affidato a un gruppo di imprese che vede, tra gli altri, la Cooperativa Barikamà, un progetto di micro-credito che dimostra quanto sia importante investire nel lavoro di chi giunge in Italia, per creare un futuro migliore.

Il bene comune, qualcosa che ci sta molto a cuore e che continueremo a considerare il nostro impegno quotidiano.

mercoledì 27 aprile 2016

Villa Ada, ovvero l'abbandono diventato normale




Oggi il quotidiano Leggo pubblica un articolo e un video sull'abbandono di Villa Ada: i problemi sono sempre quelli, purtroppo.

Edifici fatiscenti, alberi schiantati, vigilanza inesistente, nessun piano o progetto di gestione.


sabato 19 marzo 2016

Gli alberi di Villa Ada fanno notizia solo quando cascano

Ogni volta è sempre la stessa storia.

Si tagliano gli alberi di Villa Ada, perché malati o troppo vetusti: polemiche, attacchi, molte parole che poi, dopo qualche giorno, si affievoliscono.

Gli Amici di Villa Ada, da decenni, chiedono una cosa normale: dotare Villa Ada di un piano di gestione, come si addice a un parco di queste dimensioni e di questa importanza, dove non è il singolo albero a rappresentare un problema ma l'opportunità di pianificare e programmare gli interventi.







Villa Ada è un sistema complesso, ricco di biodiversità e destinato, in parte, a essere un luogo di fruizione e di svago. Un'area naturale che deve essere considerata nella sua interezza, con un Piano di assetto e con interventi forestali di medio periodo.

Oggi, su La Repubblica, un articolo di Laura Serloni.






domenica 15 febbraio 2015

Strani segnali a Villa Ada


Ci mancavano gli avvertimenti di stampo mafioso. A Villa Ada c’è un problema, lo denunciamo da tempo, tra il disinteresse e l’incuria.

Adesso, nella città colpita dall'ondata di arresti dell’inchiesta Mafia Capitale, può succedere anche questo: il ritrovamento di lepri decapitate, per intimorire e gettare minacce, neanche troppo velate, su chi chiede tutela e legalità per il Parco.

Le Associazioni sono presenti a Villa Ada, fin da quando si trattò di dover agire per sottrarre parte della Villa alla speculazione edilizia e restituire il parco a tutti i cittadini.

Se c’è oggi un problema legato alla legalità e alla sicurezza dei cittadini è doveroso che le Istituzioni, in primis Roma Capitale e il Municipio 2, si adoperino per ristabilire livelli di normalità a questo parco: chiediamo l’impegno della Giunta Capitolina, anche nella persona dell’Assessore alla Legalità, Alfonso Sabella, affinché Villa Ada torni a essere un luogo tranquillo e sereno.

Il nostro impegno non si ferma davanti alle minacce e ai soprusi: siamo cittadini che continuano a voler bene a Villa Ada e a pretendere che la legalità sia rispettata. Le nostre proposte sono pubbliche e chiediamo l'appoggio di tutti coloro che vivono il quartiere.

mercoledì 11 febbraio 2015

In ricordo di Jole, una cara amica

Lo scorso11 dicembre 2014 ci ha lasciato Jole Sciaccaluga, donna veramente straordinaria, ricca di interessi artistici e culturali, ambientalista convinta e battagliera “Amica di Villa Ada”.

Era impossibile non volerle bene, ed è difficile esprimere quanto e come mancherà a tutti i suoi innumerevoli amici, di tutte le età.

Dal 2003 si era trasferita a Latina, lasciando, a malincuore, Roma dove era vissuta per tutta la sua vita. 

Ma nella nuova residenza, Lei racconta: “…ho scoperto un Centro Sociale che oltre al divertimento aveva dei corsi di studio: pittura, lingue, storia dell’arte, ecc., …. ed un corso di poesia; amo la poesia anche se non so scrivere una parola e l’ho frequentato ….”.

Le Sue pitture e poesie rappresentano oggi un caro ricordo; tra esse abbiamo scelto la poesia “Nella mia stanza” e due quadri di fiori.




























Maria Teresa Carani
Bruno Babbi

“Amici di Villa Ada”