LEGGEVO oggi i temi dei miei studenti, spietate descrizioni di giardinetti di periferia ridotti a polvere e sporcizia, amare considerazioni sull' inciviltà della gente, sulla mancanza d' amore per ciò che potrebbe rendere la vita più bella. Leggevo e pensavo: stavolta siamo completamente d' accordo, anche a me si stringe il cuore nel vedere così devastati i miei parchi, gli spazi verdi e avventurosi dove ho passato l' infanzia e l' adolescenza. Il laghetto del Parco Nemorense ormai è una palude zanzarosa, acqua infetta che stagna al sole, e cartacce, lattine, sigarette. Una volta, nella fantasia di un bambino, era l' Oceano, e al centro c' era Mompracen, e tutto era verde e azzurro: ora è la raffigurazione della malinconia. E anche le altalene sono scomparse. Resta la cornice di legno, come un patibolo vuoto. Ho spinto i miei figli fino al cielo su quelle altalene, ridevano, avevano un po' paura, non volevano che smettessi di farli volare. E lo stesso accade a Villa Ada. I giochi si guastano, i bambini intristiscono, c' è chi rompe e non c' è chi ripara. Una vecchia signora dice: "Ormai è così, nessuno sente più il bene pubblico. Si passa, si tira un calcio, si va via dritto. Il declino di cui tanto si parla comincia qui, su questi giochi spaccati, sugli scivoli imbrattati, su questo sfacelo sotto gli occhi di tutti". I vandali riescono a distruggere anche le panchine di travertino, ridono e distruggono. E le cose restano per mesi e mesi così, a volte per anni: offese, amputate, sfregiate. Chi non ama i giochi dei bambini e le panchine degli anziani e degli innamorati, odia la vita. Chi non ripara questi danni, dimentica i cittadini più fragili e indifesi, cioè i bambini e i vecchi. Abbiamo un disperato bisogno di pace, di verde, di amicizia. Vogliamo passeggiare nei nostri parchi respirando aria fresca e armonia, incontrando gente che ha voglia di parlare o di tacere serenamente. Vogliamo altalene che congiungano la terra al cielo, i bisogni ai sogni. Custodiamo i nostri parchi, difendiamoli dai barbari. E il Comune non chiuda gli occhi e le tasche, ma provveda. - MARCO LODOLI
Associazione Amici di Villa Ada
dal 1987 per la tutela del parco pubblico
lunedì 24 maggio 2010
Repubblica — 20 maggio 2010 - una riflessione di Marco Lodoli
LEGGEVO oggi i temi dei miei studenti, spietate descrizioni di giardinetti di periferia ridotti a polvere e sporcizia, amare considerazioni sull' inciviltà della gente, sulla mancanza d' amore per ciò che potrebbe rendere la vita più bella. Leggevo e pensavo: stavolta siamo completamente d' accordo, anche a me si stringe il cuore nel vedere così devastati i miei parchi, gli spazi verdi e avventurosi dove ho passato l' infanzia e l' adolescenza. Il laghetto del Parco Nemorense ormai è una palude zanzarosa, acqua infetta che stagna al sole, e cartacce, lattine, sigarette. Una volta, nella fantasia di un bambino, era l' Oceano, e al centro c' era Mompracen, e tutto era verde e azzurro: ora è la raffigurazione della malinconia. E anche le altalene sono scomparse. Resta la cornice di legno, come un patibolo vuoto. Ho spinto i miei figli fino al cielo su quelle altalene, ridevano, avevano un po' paura, non volevano che smettessi di farli volare. E lo stesso accade a Villa Ada. I giochi si guastano, i bambini intristiscono, c' è chi rompe e non c' è chi ripara. Una vecchia signora dice: "Ormai è così, nessuno sente più il bene pubblico. Si passa, si tira un calcio, si va via dritto. Il declino di cui tanto si parla comincia qui, su questi giochi spaccati, sugli scivoli imbrattati, su questo sfacelo sotto gli occhi di tutti". I vandali riescono a distruggere anche le panchine di travertino, ridono e distruggono. E le cose restano per mesi e mesi così, a volte per anni: offese, amputate, sfregiate. Chi non ama i giochi dei bambini e le panchine degli anziani e degli innamorati, odia la vita. Chi non ripara questi danni, dimentica i cittadini più fragili e indifesi, cioè i bambini e i vecchi. Abbiamo un disperato bisogno di pace, di verde, di amicizia. Vogliamo passeggiare nei nostri parchi respirando aria fresca e armonia, incontrando gente che ha voglia di parlare o di tacere serenamente. Vogliamo altalene che congiungano la terra al cielo, i bisogni ai sogni. Custodiamo i nostri parchi, difendiamoli dai barbari. E il Comune non chiuda gli occhi e le tasche, ma provveda. - MARCO LODOLI
venerdì 21 maggio 2010
Allarme per Villa Ada: i segnali sono preoccupanti
Su via del canneto, il piccolo casaletto si è ampliato a dismisura, forse a scapito del parco. gli operai hanno già creato un accesso a quella proprietà privata dall'interno del parco Rabin. Lo scempio sui confini di Villa Polissena prosegue indisturbato.
Il Panamino si espande.
L'area cani è a rischio.
Il Bar a villa Ada nella Casa dell'ex-guardiano.
Taglio di alberi a via Lisbona per costruire box privati.
dentro villa Ada, al confine con il circolo dei carabinieri, taglio di pini secolari anche in buona salute.
sono partiti i lavori di ristrutturazione della cappella (ex chiesetta) vicina all'ingresso, che costeranno circa 370 mila euro e che il Comune sta cercando di "affidare" l'immobile al Vicariato per ritrasformarlo in chiesa, magari come avanposto per matrimoni(con annesso catering nell’area della casa dell’ex-Guardiano);
Permane gravissimo il degrado arrecato dal parcheggio auto abusivo nello spiazzo dietro la Casa dell’ex Guardiano: ogni giorno ben cinque o sei macchine sostano nell’area indisturbate, senza che nessuno provveda ad applicare sanzioni.
si moltiplicano le affissioni e il volantinaggio di associazioni e coop che pubblicizzano i centri estivi per bambini (che quest'anno sembrano andare molto anche per via della crisi che colpisce le vacanze). È da notare che ben sei tra le varie organizzazioni promuovono i "campi" dentro Villa Ada. Forse sarebbe il caso di verificare se i responsabili di queste associazioni sono stati obbligati al massimo rispetto della natura (portando via sempre i rifiuti ed evitando danni alle piante e all’ambiente).
Ieri le motoseghe in azione anche sui confini bassi dell'Ambasciata di Egitto dove sembrava essere in corso una strana potatura, peraltro fuori stagione e a rischio per gli uccelli nidificanti.
lunedì 10 maggio 2010
Iniziativa in memoria di Gianni Grassi
Sabato 22 maggio 2010 nel Largo di Villa Ada a lui dedicato dalle 10 fino al tramonto liberi pensieri e giochi per bambini
Alle 13 pic-nic collettivo (ciascuno porti qualcosa da mangiare e bere)
altre info su www.giannigrassi.it
venerdì 30 aprile 2010
SOS VILLA ADA
http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=287017210182
foto, video, articoli, ...
articolo de La Repubblica del 28 aprile 2010
lunedì 26 aprile 2010
VEDERE, GUARDARE, OSSERVARE, SALVAGUARDARE
NOI E L’AMBIENTE, NOI E LA NATURA
Parchi, giardini, verde urbano nel quartiere Trieste Salario - Parco Nemorense e Villa Ada
Interverranno :
Carlo Gasparri, Archeologo esperto in parchi e giardini storici
Raffaele Bortolotti, Botanico – Amici di Villa Ada
Saranno presenti rappresentanti delle istituzioni preposte alla salvaguardia del verde urbano.
Seguirà dibattito
Martedì 4 maggio 2010 ore 19.00
Via Avigliana, 3 Roma - Cripta di San Saturnino
lunedì 12 aprile 2010
Che la festa cominci-consiglio di lettura
L'Associazione Amici di Villa Ada suggerisce di leggere l'ultimo romanzo pubblicato da NIccolò Ammaniti, ambientato in una Villa Ada del Futuro, inquietante quanto basta perchè serva a riflettere sul degrado sociale e sullo stato di abbandono del Parco.
tratto dalle note di chiusura del romanzo: "...un'ultima cosa mi preme dire. Villa Ada è in una situazione di terribile degrado. Uno degli ultimi polmoni verdi di una metropoli asfissiata dallo smog e rintronata dal rumore sta per morire. Se le istituzioni non interverranno al più presto, cercando di curare i pini malati (curare non vuole dire decapitare), di bonificare i laghetti e rimettere in piedi strutture fatiscenti, ci perderemo un altro pezzo di questa vecchia e stanca città che è Roma".
NIccolò Ammaniti, Che la festa cominci, Einaudi, Torino, 2009