Associazione Amici di Villa Ada

Associazione Amici di Villa Ada
dal 1987 per la tutela del parco pubblico
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martedì 6 aprile 2021

Villa Ada: se ne parla tanto ma resta l’abbandono


Per capire meglio, per comprendere le origini del degrado e dell’abbandono del bene comune occorre mantenere alta l’attenzione: Villa Ada è un esempio di questa dimenticanza, di questo patrimonio inestimabile e trascurato.

Molte parole, a volte fuori dalla misura, sono state spese sul parco pubblico, sui progetti e sulle finalità a cui destinare parte di questo luogo così importante per il benessere dei cittadini: molte voci che hanno alimentato un dibattito serrato ma senza che, mai, si aggiungesse la parola di chi ha la responsabilità di amministrare, di rappresentare la volontà dei cittadini. Sono mancate le posizioni di chi ha incarichi politici, di maggioranza e di opposizione, facendo notare, ancora una volta, l’assenza e il disinteresse per il futuro di questo grande parco pubblico e una volontà chiara di tutela del verde urbano e della manutenzione della città.

I progetti appaiono quasi per caso ma incidono su un territorio che aspetta da anni un indirizzo chiaro in termini di gestione e manutenzione, con la definizione di interventi che non siano estemporanei quanto, piuttosto, coordinati e pianificati, come sarebbe necessario per agire nell’ottica di tutelare ecosistemi complessi, con un’estensione di 150 ettari, con parti di bosco e macchia che non possono essere considerati come delle aiuole.

La foto che descrive il degrado è quella del centro remiero che, ai bordi del lago, avrebbe potuto costituire un’attività importante per estendere le possibilità di svago e fruizione, offrendo alla cittadinanza un’occasione per godere di questo patrimonio pubblico, facilmente raggiungibile e a disposizione di tutti: una catapecchia in disuso, con vetri rotti e rifiuti abbandonati sotto gli occhi di tutti, anche degli amministratori che si trovassero a passare da lì.

Da tempo si chiede il recupero e la valorizzazione del cancello monumentale su via salaria ma da anni si rinvia, si susseguono incontri e proposte progettuali per la posa in opera di qualche parapedonale; da tempo si evidenzia la pericolosità del marciapiede, troppo stretto e spesso occupato da auto in sosta; da sempre si propone di rendere più sicuri gli attraversamenti pedonali e di risolvere i problemi connessi al traffico veicolare all’interno del parco; la casa dell’ex-guardiano avrebbe potuto essere un centro visite e accogliere i visitatori ma si è preferito lasciarla abbandonata; il tempio di Flora è un luogo che incute paura e attira degrado; le ex-scuderie reali sono fatiscenti e pericolanti, lasciate così, come un esempio di inadeguatezza e mancanza di capacità progettuale. Il casale della Finanziera è uno dei simboli di questa sconfitta, con i segni del vandalismo e dell’incapacità di proteggere qualcosa che appartiene alla collettività. Un elenco lungo e doloroso soprattutto se riferito alle battaglie per tutelare Villa Ada, ottenere l’esproprio per evitare speculazioni immobiliari: un elenco che descrive l’assenza di un piano, il vuoto della politica che non si fa carico del futuro di questo patrimonio naturale, storico, archeologico.

Un progetto per Villa Ada, per ricostruire la rete di sentieri, la fruizione e il godimento; il recupero di manufatti abbandonati; la gestione forestale del patrimonio arboreo con piani di assestamento e di manutenzione costante.

Questi sono i motivi per cui continueremo a restare coerenti con le nostre idee, difendendo l’integrità di Villa Ada e denunciando manomissioni e abbandono: lo facciamo perché conosciamo la storia e abbiamo percorso mille volte questi sentieri e vogliamo guardare al futuro, mantenendo alta l’attenzione e non rinunciando ai nostri principii.

Si avvicina una nuova fase elettorale e sarà interessante ascoltare le idee e gli impegni che i candidati alla guida della città e del municipio vorranno esprimere verso il verde pubblico, le ville storiche, la manutenzione del bene comune. Ci saremo, con le nostre opinioni e con le nostre critiche, come abbiamo fatto sempre, senza timori e indugi.

lunedì 20 aprile 2020

Villa Ada, servirebbe un piano e invece…


Sono tempi complicati con giornate bellissime che però è necessario trascorrere chiusi in casa, per affrontare l’emergenza del maledetto virus.

Vorremmo leggere che nel frattempo si sta lavorando per la manutenzione e la cura della città, per contribuire alla fase della riapertura graduale, dopo la quarantena. I parchi e le aree verdi saranno importantissimi per offrire ai cittadini il ristoro di angoli di natura e di serenità.

Tra questi Villa Ada che oggi è chiusa
ma da anni attende interventi importanti di restauro e di recupero ambientale, dopo gli schianti di alberi e l’abbandono degli edifici.

Invece, con sorpresa, si apprende che la Giunta capitolina ha adottato lo scorso 2 aprile una deliberazione che approva un progetto di fattibilità per l’importo di 740.000 Euro per restaurare il Casale della Finanziera. La sorpresa di leggere la Delibera lascia subito posto a molti dubbi e perplessità.

Si tratta sicuramente di un intervento sacrosanto per arginare degrado e rovina definitiva ma è privo di un quadro complessivo che definisca priorità e finalità dell’investimento per dare coerenza a un progetto che dovrebbe essere inserito nell'attuazione del piano di gestione.

L'Amministrazione Capitolina ancora una volta non mette in campo un nuovo necessario strumento, con l’indicazione di coordinare e accentrare tutte le competenze sul parco in una figura unica, con l’individuazione di un Direttore della Villa, come si conviene per un’area naturale protetta estesa per oltre 160 ettari.

Si continua invece in una logica frammentata e priva di un piano con obiettivi, strumenti, risorse e programmazione: manca l'idea di fondo che l'intera area debba essere gestita e affidata con responsabilità operative che non siano solo il servizio giardini.
D'altronde sarebbe stata auspicabile una fase di confronto e di partecipazione sulle scelte compiute, permettendo la comparazione di progetti e l’individuazione di priorità sulla base di un Piano. Per esempio sarebbe risultato opportuno considerare il recupero dell’edificio che sta sulla sinistra rispetto all'ingresso del viale che porta all'ambasciata d’Egitto, la casa del guardiano inserendo nel progetto anche il recupero della cancellata d’ingresso della Villa per dare forma a un progetto coordinato e con prospettive di gestione complessiva del patrimonio pubblico.

A questi interventi più volte richiesti e sollecitati come quello sulla casa del guardiano che sarebbe risultato certamente meno costoso e più fruibile per i cittadini si dovrebbe aggiungere il completamento del restauro della Chiesa del Divino Amore per cui è stata erogata solo una prima tranche dei lavori nel 2013 e nonostante questi primi lavori versa oggi in uno stato di abbandono totale.
È doveroso quindi porre dubbi sulla decisione di spendere 800.000 euro per restaurare il casale, con riferimento soprattutto a quale fine farà, una volta terminato l’intervento edilizio? chi lo gestirà? come sarà impedito un nuovo attacco di vandali?
Dubbi che pongono la necessità di conoscere la composizione del gruppo di lavoro interdipartimentale istituito con D.D prot.n. QL/73103/2019 del 29 settembre 2019  che ha stabilito la priorità di questo intervento, scartandone altri che potessero risultare più urgenti e con finalità più comprensibili, e maggiori informazioni sulle due successive delibere del 16 12 2019 di importi rilevanti sugli interventi per Villa Ada .

Troppe ombre e poche luci nel futuro di Villa Ada, proprio ora che servirebbe coraggio e competenza per investire davvero per la gestione e la manutenzione del Parco: un investimento fatto con lungimiranza, guardando al futuro, immaginando una cura costante e obiettivi concreti. Manca la visione ma, soprattutto, la volontà di uscire da una logica di piccoli cantieri che non contribuiscono al restauro complessivo di un parco che è fatto di alberi, viali, laghetti. Non è sufficiente compiere il restauro più bello del mondo di un singolo casale e lasciare nel degrado tutto il resto, senza avere neanche cognizione di come utilizzare il casale, come attribuirgli una funzione sociale e garantire la fruizione e la gestione.

Con CarteinRegola, l'associazione che da tempo si occupa dei problemi di trasparenza e partecipazione dei cittadini alle scelte dell'Amministrazione Capitolina, abbiamo iniziato a predisporre un dossier che può essere scaricato a questo link.



Dal 4 dicembre 2013  sono stati quindi deliberati per Villa Ada  i seguenti atti:

1) Restauro e consolidamento della Chiesetta del Divino Amore a Villa Ada Savoia – I lotto” Importo dell’appalto: € 262.818,83 di cui € 232.533,21 soggetti a ribasso d’asta e € 30.285,62 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso; - CIG: 4860919D3E - CUP: J84G10000220001 
STRUTTURA PROPONENTE: SOVRINTENDENZA CAPITOLINA AI BENI CULTURALI 

2) D.D.  1628 prot. n. QL/73103/2019 del 29 settembre 2019 CIG 8123595AA8
Oggetto: Interventi di restauro e messa in sicurezza degli edifici all'interno del parco di Villa Ada.
Importo complessivo: € 69.814,00 compressa IVA al 22%.

3) D.D. 1632 16/12/2019 CIG 8117996E36 
Oggetto: Progettazione Definitiva ed Esecutiva propedeutica i lavori di Riqualificazione del Parco di Villa Ada. Importo complessivo: € 95.781,77 compressa IVA al 22%.

4) Interventi di restauro e messa in sicurezza degli immobili all'interno di Villa Ada. Annualità 2020-2022 CdC 0VP Progetto di fattibilità tecnica economica. CUP J81I19000040004. Importo Euro 740.625,00 I.V.A. compresa.


giovedì 2 gennaio 2020

Parco Nemorense, cosa sta accadendo tra i viali?


Da mesi chiuso, per l’avvio di un non meglio progetto di riqualificazione, il parco Virgiliano sembra esser stato dimenticato, lasciato nell’abbandono.

Un post su facebook dell’assessore all’ambiente del Municipio 2 desta preoccupazione e descrive uno stato di degrado e di vandalizzazione fuori controllo. Le foto pubblicate da Rino Fabiano sono una ferita per chi, in questi anni, ha sperato che parco Nemorense tornasse a essere un punto vitale del quartiere, con il riavvio della gestione del chiosco e la promozione come luogo di incontro e di socializzazione.

Non fu facile immaginare un futuro per parco Nemorense e fu necessaria una mobilitazione dei cittadini affinché il parco fosse affidato a una gestione che ne curasse la manutenzione e la fruizione: anni di battaglia amministrative, di delibere e di gare, per riuscire a definire un percorso trasparente, teso ad amministrare un bene comune e restituire al quartiere un luogo importante, che appartiene alla storia di generazioni intere.

Ora sembra che tutto stia tornando in una condizione grigia, con prospettive colme di incognite e di scenari poco rassicuranti. Lavori che procedono a rilento, intrusioni e distruzione, scarsa o inesistente condivisione con i cittadini dei progetti che riguardano il parco: sembra di essere tornati a tempi bui, senza una presenza concreta di Roma Capitale in difesa di un bene comune che non può diventare un luogo di degrado e di insicurezza.

Emerge, inoltre, la preoccupazione per la costruzione di un parcheggio, sulla base di una convenzione rimasta a lungo dormiente e che oggi rappresenta un rischio ulteriore per l’integrità del parco e la trasformazione dell’area circostante.

Forse, nel 2020, la priorità non sta nello spendere 300.000 euro per riqualificare parco nemorense quanto piuttosto nel curare parti intere di città che soffrono di abbandono e degrado; forse, nel 2020, sarebbe importante stabilire metodi di partecipazione e condivisione delle scelte; forse, nel 2020, sarebbe stato auspicabile indicare tempi e modalità degli interventi, ascoltando i cittadini e accogliendo le istanze del quartiere.

Continueremo a tenere gli occhi ben aperti, contestando progetti che non creano un miglioramento dell’ambiente, creando, viceversa, il rischio di vedere vanificato lo sforzo di decenni per restituire Parco Nemorense al patrimonio collettivo.

domenica 29 settembre 2019

Non è degrado, è l’arresa di fronte all’abbandono


Villa Ada, il grande parco pubblico simbolo di battaglie che hanno visto coinvolti cittadini, associazioni, uomini di cultura.

Oggi Villa Ada, come il resto della città vive il diffondersi del degrado, dell’incuria, della devastazione. Qui, più che in altri casi, è evidente il senso di rassegnazione e di desolazione: luoghi che erano destinati allo svago e al riposo della cittadinanza si sono trasformati, in pochi anni, in aree dove si assiste all’abbandono dell’idea stessa di comunità.


Un pergolato giace pericolante, circondato
dal nastro giallo della Polizia Locale; il Casale della Finanziera, che era stato ristrutturato e adibito a centro di educazione ambientale è distrutto dal vandalismo e dall’incapacità di dare forza a progetti che servirebbero per rendere fruibile il parco e farlo diventare un elemento di qualità urbana.

Nulla viene fatto, nulla viene programmato e resta solo la disperazione di assistere inermi a questo disastro, senza l’assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione Capitolina.





mercoledì 25 ottobre 2017

Villa Ada, un bene comune da tramandare

È in queste parole che si ritrovano le idee che hanno mosso un gruppo di cittadini a impegnarsi per la tutela di Villa Ada. Un grande parco pubblico aperto alla fruizione di tutti dove ognuno possa godere del contatto con la natura e trovare la serenità di un luogo che, in città, rappresenta un patrimonio insostituibile.

Giovedì 26 ottobre sarà l’occasione per ricordare chi ha contribuito a far sì che il grande parco fosse una realtà: abbiamo raccolto testimonianze, documenti ed episodi che hanno costellato questi decenni. Il rischio di veder manomessa Villa Ada è stato sempre imminente, talvolta in modo subdolo, proponendo progetti e trasformazioni che, se realizzati, potrebbero stravolgere l’idea stessa di parco pubblico.

Un impegno civico, un valore morale, che, oggi, è testimoniato da questo libro, che ricostruisce la storia di Villa Ada e le vicende che hanno richiesto una presenza costante per tutelare l’integrità del bene comune, allontanando rischi di speculazione.
Villa Ada appartiene a Roma e ai suoi cittadini: abbandono e disattenzione sono lì, tuttora, a ricordare quanto sia difficile il compito di chi vuol difendere il bene comune, per tramandarlo alle future generazioni. Continuiamo a farlo, come anime belle che continuano a credere che la partecipazione e la condivisione siano una scelta di libertà e di progresso.


Appuntamento il 26 ottobre, alle 18,30, al Teatro della parrocchia di San Saturnino

martedì 3 ottobre 2017

Cronache di Villa Ada

Un libro per conservare la memoria, per investire nel futuro: il bene comune che non possiamo dimenticare.
Ricordi, documenti, testimonianze: la storia recente di un grande parco pubblico a Roma. Un impegno quotidiano, svolto da persone normali, che hanno a cuore Villa Ada e la propria città.
Questa raccolta vuole essere un punto fermo, da cui non prescindere, per comprendere quanto sia stata impegnativa e strenua l’azione che ha portato ad avere un grande parco pubblico, elemento di qualità per chi vive in questa zona di Roma.
Un parco che spesso ha subito minacce, tentativi di manomissione e di trasformazione: ruspe e cemento non hanno mai smesso di guardare a Villa Ada come il luogo dove entrare e distruggere questo patrimonio naturale e culturale che appartiene a tutti.
Le pagine di un libro sono utili per dimostrare cosa ha significato impedire che Villa Ada fosse smembrata e violata; pagine che sono testimonianze concrete, da descrivere con documenti e ricordi, fotografie e petizioni.
Oggi è necessario lavorare per il futuro del parco, intervenendo sulle scelte di gestione, attuando la pianificazione, realizzando interventi di restauro e curando il bosco: più volte è stato ribadito che Villa Ada non può essere considerata come un giardino pubblico, con aiuole e vialetti ma come un ecosistema complesso, con aree ad alta naturalità e un patrimonio arboreo che ha bisogno di un piano dedicato.
Un parco, da gestire e manutenere, acquisendo competenze e professionalità e investendo con capacità e lungimiranza.

L’Associazione Amici di Villa Ada proseguirà, come sempre, nel suo impegno, per far sì che il parco sia un bene comune, tutelato e gestito con intelligenza: gli anni trascorsi sono descritti, in questo libro, per riconoscere il valore della memoria, per ricordare e non dimenticare.

lunedì 29 giugno 2015

A Roma si cambia, anche per il verde pubblico

Pubblicato sui quotidiani l'avviso per appaltare il servizio di censimento, monitoraggio, sorveglianza, custodia e pronto intervento (24 ore su 24) per le alberature stradali di prima grandezza e per le Ville Storiche di maggior estensione.

Un servizio che si svolgerà per 18 mesi.

La cura del verde a Roma cambia, ripristinando la legalità e la trasparenza, con una gara europea.

Il verde pubblico esce dalla logica dell'emergenza.

venerdì 22 maggio 2015

Green Governance - incontro pubblico sui beni comuni

WORKSHOP
GREEN GOVERNANCE: orti e giardini condivisi, spazi pubblici e agricoltura urbana

Il workshop si terrà nell'ambito della BIENNALE DELLO SPAZIO PUBBLICO 2015, presso la facoltà di Architettura di Roma Tre all'ex Mattatoio, Largo Giovanni Battista Manzi, n. 10.


Gli orti, i giardini condivisi e le azioni civiche nel verde e nello spazio pubblico sono uno dei palcoscenici dove i cittadini attivi, ma anche innovatori, makers, agricoltori, creativi ed architetti, spingono la società, il mercato e le istituzioni verso nuove frontiere in cui l'individuo è protagonista e si coalizza diventando il fulcro dell'innovazione sociale.
Le iniziative collaborative che ne scaturiscono rendono le città più aperte, resilienti ed interattive rispondendo anche a grandi questioni come ad esempio il cambiamento climatico e la sovranità alimentare.

Gli spazi pubblici aperti, quelli abbandonati e le aree agricole, sono luoghi strategici dove avvengono questi processi che generano appartenenza ai luoghi e benefici sociali, educativi, economici, civici e solidaristici per la cittadinanza.

Queste esperienze che hanno introdotto nuovi scenari nelle società urbane come possono evolversi per costituire una vera green governance collaborativa?


PROGRAMMA

Introduzione Luca D'Eusebio (Zappata Romana)

Tavolo A - Presentazioni di casi di studio
Coordina: Andrea Ferraretto, economista e blogger

RELATORI:

Federico Aveni Cirino, Associazione Retake Roma

Federica Ravazzi e Eloisa Susanna, Gruppo Renzo Piano G124 / INSITI_opportunità urbane

Michela Pasquali, Progetto Frutta Urbana, Associazione no profit Linaria

Amalia Bevilacqua, Tint’Orto, Sapri

Pier Paolo Balbo, Spazi indennitari nell'Agro Romano, Università La Sapienza

Claudia Zanfi, Alveari urbani, Green Island

Alberto Modesti, Orti Tre Fontane, Roma

Luciano Di Vico, Volontari Parco Acquedotti

Benedetta Gillio, Laboratory for the Governance of Commons, #OrtoLuiss

Tavolo B - Riflessioni e confronto
Coordina: Silvia Cioli, Zappata Romana

DISCUSSANT:

Chiara Certomà, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Cecilia Sottilotta, Laboratory for the Governance of Commons, Università Luiss

Agostino Ritano, RURAL HUB

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LINKS

 

lunedì 12 gennaio 2015

Un reportage dedicato da TG Lazio a Villa Ada

Questa mattina collegamento in diretta con Villa Ada, durante Buongiorno Regione.

L'Associazione Amici di Villa Ada, rappresentata da Maria Teresa Carani, ha ricordato le battaglie condotte dai cittadini affinché il patrimonio pubblico di Villa Ada fosse tutelato e aperto a tutti.

Roberta Ammendola era collegata da Villa Ada con interviste, tra gli altri, a Mauro Ianese, Maurizio Gubbiotti e Alberta Campitelli.

per vedere la trasmissione cliccare qui

venerdì 23 maggio 2014

Perdersi a Roma tra parchi, roseti e teatri immersi nel verde

Si parla di Villa Ada ma anche di Villa Torlonia, del Roseto comunale e del verde pubblico a Roma in questo articolo.

Serve sempre ricordare l'importanza di gestire e tutelare i beni comuni per affermare l'identità della comunità locale.

Continuiamo a essere vigili e attenti affinché il patrimonio ambientale e culturale della nostra città sia curato e migliorato.

domenica 8 dicembre 2013

Ripensare le politiche per il verde pubblico


Il periodo di crisi che stiamo attraversando rende, ogni giorno, sempre più complicato reperire risorse per investire nella tutela dell’ambiente e dei beni comuni.

Siamo convinti che sia necessario innovare le forme tradizionali di intervento, anche attraverso il coinvolgimento delle imprese che operano sul territorio e che hanno un rapporto costante con i cittadini.

Cambia il ruolo che svolgono le aree verdi, non più di semplice arredo urbano e di decoro estetico ma vere e proprie riserve di natura e di riequilibrio del rapporto tra spazio urbano e cittadini.

È opportuno guardare anche ad altre esperienze, come, tra le tante, quella del Comune di Bologna, che sta realizzando un progetto LIFE+, co-finanziato dalla Commissione Europea, proprio per avviare un’azione di forestazione urbana che vede il ruolo attivo delle partnership pubblico/privato, in una logica di cooperazione e responsabilità sociale.

Anche Roma deve avviare percorsi di questo tipo, trovando buone prassi in Italia e in Europa, per rafforzare il valore e il ruolo svolto dai parchi e dalle aree verdi.

Villa Ada è tra queste aree: da anni soffre dell’assenza di un piano di assetto e della capacità di programmare interventi per la manutenzione e la gestione del patrimonio pubblico. Manca un piano e soprattutto la visione di gestire Villa Ada nel suo complesso, comprendendo i beni ambientali, storici, culturali e naturali.

Come Associazione Amici di Villa Ada rinnoviamo la disponibilità a collaborare per l’individuazione di soluzioni, che, è utile ribadirlo, non dovranno essere frammentarie ed episodiche.

mercoledì 4 settembre 2013

Abbracciare gli alberi, giocare all'aria aperta, riassaporare il piacere di rotolarsi in un prato, ...

I parchi non servono solo per fare scalate e trekking: frequentare un parco, conoscerne i sentieri, i borghi, i paesaggi, può essere il modo per riavvicinarsi alla natura...

Un articolo, su La Stampa, descrive il ruolo e le funzioni che parchi e aree verdi possono svolgere, anche in ambito urbano.

per leggere l'articolo cliccare qui

sabato 1 giugno 2013

Notte delle lucciole per Villa Blanc - 4 giugno 2013

Ancora un allame per il verde pubblico in pericolo a Roma.

Segnaliamo l'iniziativa del Comitato per Villa Blanc:




La Notte delle Lucciole a Villa Blanc
Per difendere il verde pubblico che sta per scomparire insieme alle lucciole
Martedi 4 giugno alle 21,00 In Via Nomentana 216
accenderemo le nostre luci per chiedere l’apertura di Villa Blanc ai cittadini
NO PARCHEGGI, SI’ PARCO PUBBLICO!
PARTECIPIAMO NUMEROSI!!!
www.comitatovillablanc.org

giovedì 23 maggio 2013

Vincolo in bilico: la storia si ripete?



Sul quotidiano Metro, dello scorso 23 aprile, un esauriente articolo mette in allarme per il rischio che il Ministero dei Beni Culturali, attraverso la Soprintendenza, stia per rivedere il perimetro di Villa Ada, escludendo, nel caso questa ipotesi si verificasse, l’area di Parco Rabin, circa 5 ettari dove, in questi ultimi anni si sono ripetuti problemi di compatibilità urbanistica e di gestione dell’area verde.
La storia si ripete? Partendo da una scarsa chiarezza si preferisce restringere il parco e lasciare che un’area particolarmente importante e utile per i cittadini sia privata dei regimi di tutela e di salvaguardia?
Speriamo di essere smentiti dai fatti e che Villa Ada, nella sua interezza, torni a essere un patrimonio valorizzato e tutelato, proprio sulla base di quella dichiarazione di “notevole interesse pubblico” che fu decretata nel lontano 1954, ma oggi ancor più attuale.
Tra pochi giorni Roma voterà per eleggere il nuovo Sindaco e l’Assemblea Capitolina: una priorità dovrà essere quello di riportare i beni comuni e il verde pubblico tra le azioni strategiche per la Capitale e per l’Italia.

Per scaricare l’articolo cliccare qui

 

lunedì 23 gennaio 2012

il Blog del Amici di Villa Ada trasloca!

Eccoci, questa è la nuova sede del blog degli amici di villa ada!

Purtroppo il trasloco dalla precedente piattaforma non ha reso possibile salvare le foto e i documenti. qualora fosse necessario fare una ricerca nell'archivio inviate un messaggio al blog, cercheremo, per quanto possibile, di recuperare la documentazione.

Ripartiamo da qui.

martedì 20 luglio 2010

OCCHI APERTI SU VILLA ADA


GIOVEDì 22 LUGLIO alle ORE 20
FESTA DELL'UNITà di ROMA . PARCO DI CARACALLA

INCONTRO PUBBLICO PER DISCUTERE DEL FUTURO DI VILLA ADA
30 punti di degrado: il bene comune in abbandono

Partecipano:

 


Paolo Masini - consigliere comunale
Massimiliano Valeriani - presidente comm.ne trasparenza del Consiglio comunale
Guido Laj - consigliere Municipio 2
Andrea Ferraretto - Associazione Amici di Villa Ada

modera


Lorenzo Grassi - giornalista, curatore del gruppo Facebook SOS VILLA ADA

scarica la locandina

lunedì 24 maggio 2010

Repubblica — 20 maggio 2010 - una riflessione di Marco Lodoli



lodoliSalviamo le altalene ricetta anti-degrado


 


LEGGEVO oggi i temi dei miei studenti, spietate descrizioni di giardinetti di periferia ridotti a polvere e sporcizia, amare considerazioni sull' inciviltà della gente, sulla mancanza d' amore per ciò che potrebbe rendere la vita più bella. Leggevo e pensavo: stavolta siamo completamente d' accordo, anche a me si stringe il cuore nel vedere così devastati i miei parchi, gli spazi verdi e avventurosi dove ho passato l' infanzia e l' adolescenza. Il laghetto del Parco Nemorense ormai è una palude zanzarosa, acqua infetta che stagna al sole, e cartacce, lattine, sigarette. Una volta, nella fantasia di un bambino, era l' Oceano, e al centro c' era Mompracen, e tutto era verde e azzurro: ora è la raffigurazione della malinconia. E anche le altalene sono scomparse. Resta la cornice di legno, come un patibolo vuoto. Ho spinto i miei figli fino al cielo su quelle altalene, ridevano, avevano un po' paura, non volevano che smettessi di farli volare. E lo stesso accade a Villa Ada. I giochi si guastano, i bambini intristiscono, c' è chi rompe e non c' è chi ripara. Una vecchia signora dice: "Ormai è così, nessuno sente più il bene pubblico. Si passa, si tira un calcio, si va via dritto. Il declino di cui tanto si parla comincia qui, su questi giochi spaccati, sugli scivoli imbrattati, su questo sfacelo sotto gli occhi di tutti". I vandali riescono a distruggere anche le panchine di travertino, ridono e distruggono. E le cose restano per mesi e mesi così, a volte per anni: offese, amputate, sfregiate. Chi non ama i giochi dei bambini e le panchine degli anziani e degli innamorati, odia la vita. Chi non ripara questi danni, dimentica i cittadini più fragili e indifesi, cioè i bambini e i vecchi. Abbiamo un disperato bisogno di pace, di verde, di amicizia. Vogliamo passeggiare nei nostri parchi respirando aria fresca e armonia, incontrando gente che ha voglia di parlare o di tacere serenamente. Vogliamo altalene che congiungano la terra al cielo, i bisogni ai sogni. Custodiamo i nostri parchi, difendiamoli dai barbari. E il Comune non chiuda gli occhi e le tasche, ma provveda. - MARCO LODOLI