Associazione Amici di Villa Ada

Associazione Amici di Villa Ada
dal 1987 per la tutela del parco pubblico

sabato 9 maggio 2026

Gianni Grassi, un ricordo di un amico

 

Villa Ada è anche il luogo dove i ricordi sono custoditi. La memoria conserva i momenti vissuti, le battaglie intraprese, le discussioni e la visione di un futuro possibile, avendo a cuore il bene comune.

Gianni Grassi ha fatto molto per il nostro quartiere, è stato un punto di riferimento per la nostra comunità e vogliamo ricordarlo.

Impegno, partecipazione, tenacia: se Villa Ada è il grande parco pubblico che conosciamo oggi, con la sua bellezza offerta alla città intera, lo si deve anche a chi, come Gianni, ha scelto di dedicare la propria disponibilità affinché il bene comune fosse tutelato, gestito e mantenuto.


le parole che raccontano Gianni, dedicate dagli Amici di Villa Ada

mercoledì 29 aprile 2026

Cittadini e Comunità solidali del quartiere - 7 maggio 2026

Un quartiere, i volti dei suoi abitanti, una storia, lunga cento anni, che è importante conoscere e custodire. Villa Ada, il luogo che è nel cuore delle persone, dove abbiamo camminato, giocato, corso e conversato: il posto dove abbiamo trascorso momenti belli, dove abbiamo cercato il silenzio e la tranquillità. Un grande parco pubblico dove i cittadini hanno trovato il contatto con la natura, dove fermarsi per ascoltare i suoni degli uccelli e sentire i profumi portati dal vento. Vialetti, prati, alberi, colline: uno scenario dove hanno trovato posto i nostri pensieri, dove abbiamo incontrato la piacevolezza di conversare all’ombra dei grandi alberi. Un luogo per le grandi avventure dei più piccoli, dove scoprire la bellezza di correre e giocare, in uno spazio aperto.

Villa Ada è un pezzo di storia di questo quartiere ed è anche l’occasione per ripercorrere momenti, ricordare chi ha contribuito, con il proprio impegno, affinché diventasse un parco pubblico aperto a tutta la città.

È importante ricordare, è importante proseguire, con lo stesso impegno, affinché il bene comune sia tutelato, gestito e custodito. Un impegno che riguarda la comunità intera e che significa un gesto collettivo di responsabilità e partecipazione.

Giovedì 7 maggio, nell’ambito delle iniziative promosse per i primi cento anni di Piazza Verbano si svolgerà l’incontro, presso la Cripta di San Saturnino, dal titolo “Cittadini e Comunità solidali del quartiere”.

qui il programma

 

martedì 13 dicembre 2022

Una passeggiata tra i luoghi dell’Alchimia

 

Un viaggio storico, nelle atmosfere della Roma del Seicento, tra luoghi, personaggi e misteri che avvolgono l’alchimia: regine, cardinali e alchimisti.

La Porta Magica e altri racconti nella Roma poco conosciuta, seguendo le tracce e i resti di quell’epoca: un video e un libro, curati da studiosi ed esperti, ripercorre i luoghi e descrive i personaggi.

Un’occasione per immergersi in una Roma da scoprire seguendo la ricostruzione storica curata da un gruppo di appassionati ricercatori.

Venerdì 16 dicembre, a Roma, nella sede prestigiosa dell’Accademia di storia dell’arte sanitaria, si svolgerà l’incontro con gli autori e sarà possibile assistere alla proiezione del video "Alchimisti e luoghi alchemici nella Roma del Seicento”.


lunedì 18 luglio 2022

Tra alchimia e magia: un viaggio nella Roma del Seicento


Un libro che è un racconto storico e un invito a scoprire i luoghi dove si svolse il periodo, magico e affascinante, della ricerca legata alle teorie dell’alchimia; notti vissute in laboratori tra alambicchi e formule misteriose, tra simboli esoterici e l’idea di trovare la pietra filosofale.

Marchesi e Regine, Cardinali e medici alchimisti… un mondo che oggi è possibile scoprire seguendo gli indizi raccolti nel volume curato da Maria Teresa Carani, pubblicato da Aracne edizioni. Il libro “L’alchimia nella Roma del Seicento – Una passeggiata nella Roma del tempo” è un’occasione da non perdere per immergersi nei racconti, fantastici e sorprendenti di quel periodo in cui, a Roma, alcuni luoghi, tra ville e palazzi nobiliari, ospitavano alchimisti che promettevano di scoprire rimedi e preparati in grado di trasformare tutto in oro.

Sono storie che ci portano nelle sale dei palazzi abitate dal cardinale Francesco Maria Del Monte, dalla regina Cristina di Svezia, dal marchese Massimiliano Savelli Palombara, tra i più vicini amici e frequentatore di corte, durante il soggiorno romano della regina Cristina.

Percorsi da compiere immaginando quei tempi e quel fermento culturale che riconosceva, in questa scienza così misteriosa, la possibilità di scoprire i legami tra la chimica e la mitologia, colma di simboli e di riferimenti al cosmo e alle culture del passato.

Uno di questi luoghi oggi non esiste più, la Villa Palombara, ma è possibile fermarsi ad ammirare la “Porta Magica”, nei giardini di piazza Vittorio: un monumento che ricorda un viaggiatore, forse il medico alchimista Francesco Borri, ospitato nella villa del marchese Savelli Palombara, che sparì durante una notte, lasciando dietro si sé tracce di oro e formule incomprensibili. Fu il marchese a far scolpire la “ricetta” magica sulla “Porta Alchemica”, nota anche come “Porta dei cieli” e “Porta ermetica”: simboli planetari, ognuno associato a un metallo, piramidi, cerchi, iscrizioni in latino ed ebraico e una stella a sei punte, il sigillo di Salomone.

Una Roma che, tuttora, nasconde i suoi misteri, da leggere e rivivere, scoprendo le ambientazioni di quel periodo fantastico e magico. Questo libro è l’invito a rivivere quelle atmosfere cercando di riconoscere, nella città attuale, i segni di quel passato: strade, portoni, palazzi… segni di quel momento storico che, tuttora, affascina, avvolgendo luoghi della città nel mistero e nella sfida di decifrare quei manoscritti.

La passione e la cultura di Maria Teresa Carani, farmacista e attenta custode del patrimonio storico di questa scienza, fanno sì che il viaggio nella Roma del Seicento prenda forma e, passo dopo passo, ci faccia conoscere questi misteri che regalano, ancora oggi, il fascino di una scoperta attraverso un’arte alchemica che, evolvendo e sviluppandosi, pose le basi per una scienza moderna e importante come la chimica. Il passato ha molto da insegnare e questa “passeggiata” nella storia è un contributo estremamente interessante e innovativo.

 

Un video ricostruisce i passaggi fondamentali descritti nel libro


mercoledì 8 giugno 2022

Alberi, dopo le inaugurazioni la cura

Gli annunci sono sempre più entusiastici e mirabolanti: cento alberi qui, mille alberi là… ma, passata l’euforia dell’inaugurazione, gli alberi iniziano a essere dimenticati, lasciati soli in balia del caldo e della siccità.

Fa bene piantare alberi, soprattutto in città; se ne dovrebbero piantare di più e, altrettanto, bisognerebbe prendersi cura degli alberi, dando acqua e attenzione a queste piante che non sono soltanto un elemento di decoro e arredo urbano ma servono a creare un sistema che consenta di vivere meglio.

Se non si abbandona la logica del pianta&inaugura non si andrà lontani… Le piante soffriranno e gli effetti desiderati di una città più verde e accogliente saranno vanificati, con paesaggi urbani fatti di alberi secchi e decrepiti prima di diventare grandi.

Serve pianificare, occorre saper ragionare sui cambiamenti in atto, comprendere la gravità della crisi
climatica e agire in modo coerente: scavare una buca e mettere dentro un alberello può essere una pratica facile e comoda, che fa sembrare green un’amministrazione locale ma, in realtà, serve una maggiore responsabilità e coerenza.

Il clima è cambiato, con periodi lunghi di siccità e di temperature elevate; occorre riflettere su quali piante sono più adatte a condizioni differenti, serve definire un Piano di adattamento che preveda, tra l’altro, di scegliere le piante in base alla loro capacità di sopportare le condizioni di mutamento in corso.


Dobbiamo esser grati all’Osservatorio Sherwood che ha voluto prendere l’iniziativa di mostrare a tutti lo stato degli alberi che, piantati e inaugurati pochi mesi fa, mostrano i segni della carenza di pioggia e di manutenzione. Villa Ada, il bosco urbano che regala tranquillità e riposo ai cittadini ha bisogno di maggiori attenzioni e competenze: serve un piano di gestione che abbia prospettive di medio e lungo periodo, che metta in evidenza il ruolo e le funzioni svolte da un ecosistema complesso che è cosa differente dalla cura di un’aiuola.

giovedì 2 giugno 2022

Finalmente una buona notizia per Villa Ada!


Un periodo lunghissimo fatto di incontri, note, sollecitazioni, annunci e smentite, approfondimenti, pareri… ma ora, finalmente, si sta lavorando per restituire decoro all’ingresso monumentale di Villa Ada.

Sono serviti anni nei quali associazioni e comitati non hanno mollato mai per ottenere che il parcheggio, abusivo e illegale, sparisse da quel tratto di via Salaria e permettesse di restaurare il cancello che dava accesso a Villa Ada.

Una posizione di principio per non rinunciare a tutelare il parco, la sua bellezza e il suo patrimonio fatto di paesaggi, beni architettonici e un insieme di specie botaniche e faunistiche che lo rendono un luogo unico: una salvaguardia troppe volte dimenticata, svilita e trascurata, lasciando che Villa Ada soffrisse dell’assenza di cura e manutenzione.

Un piazzale ridotto a parcheggio abusivo, come tanti altri luoghi di Roma, abbandonato nell’indifferenza e nell’incapacità di ribadire il rispetto delle regole e il valore del patrimonio collettivo.

È un primo passo la collocazione dei parapedonali a protezione del cancello; dovrà seguire il restauro dell’ingresso e, si auspica, una gestione più attenta e costante nel tutelare il parco nella sua interezza, recuperando gli edifici abbandonati, regolamentando gli accessi di autovetture e svolgendo un’azione concreta di protezione e manutenzione del patrimonio arboreo.

Continueremo a osservare e a segnalare le mancanze, vigileremo affinché Villa Ada non cada nel dimenticatoio, senza smettere di chiedere l’adozione di un Piano di assetto con indicazioni, certe, di risorse e personale.

giovedì 24 marzo 2022

Villa Ada, un parco da tutelare, anche nel sottosuolo




Si terrà Sabato 9 aprile 2022, nell'ambito della Giornata straordinaria di pulizia "Roma cura Roma”, indetta da Roma Capitale, assieme ad altre associazioni che hanno a cuore la tutela del parco, si svolgerà l’operazione di bonifica della Cava sopra via Anna Magnani, una cavità che si trova sotto i boschi di Villa Ada e che nel tempo, per incuria e inciviltà, è stata ridotta a discarica.

Vogliamo far sì che rappresenti l’inizio di una stagione nuova che, anche con la partecipazione dei cittadini e del volontariato, veda l’amministrazione comunale impegnata in modo costante nella gestione e nella protezione di questo sistema naturale e culturale complesso, fatto di boschi, radure ed edifici storici. Anche il sottosuolo di Villa Ada, che conserva le tracce della storia, ha la necessità di essere sottoposto a manutenzione e cura, eliminando le situazioni di degrado e abbandono.

Iniziamo da qui, con l’intenzione di proseguire, con un impegno che non si interrompe, per tutelare l'ambiente e il patrimonio culturale di Villa Ada.

 

https://romacura.roma.it/partecipanti/sotterranei-di-roma/

il video che presenta l'iniziativa


domenica 27 febbraio 2022

Il valore di una pozzanghera

A Roma, da qualche mese, si è innestata la polemica sul GRAB, una ciclovia che in alcuni tratti dovrebbe attraversare parchi e aree protette.

Un’idea che non ha visto un parere concorde da parte di tutti: il passaggio in aree fragili, destinate alla fruizione pubblica anche allo scopo di allontanare i rischi connessi al traffico e al transito di veicoli, è diventato la soluzione per realizzare una ciclovia turistica, finanziata dal Ministero per le infrastrutture e la mobilità sostenibile.

Si tratta di aree sulle quali sono vigenti vincoli e dovrebbero essere attuate misure di protezione del paesaggio e della biodiversità ma, per chi sostiene il GRAB, si tratta del modo per “valorizzare” i percorsi ciclabili e incrementare la fruizione da parte di ciclisti.

Dispiace assistere a una polemica che usa i toni tipici di un dibattito fuorviante, intriso di protervia e arroganza: si preferisce negare il confronto sugli aspetti di criticità e adottare modi già visti, in altre occasioni, in cui chi difende l’ambiente viene descritto come “anima bella” e contrario al progresso.

Un frammento di zona umida, in un’area centrale della città, non dovrebbe essere chiamata “pozzanghera”: è un modo di agire che dimostra nervosismo e povertà di argomenti; usare la fragilità di un’area che, comunque, svolge una funzione legata alla tutela della biodiversità e potrebbe significare molto in termini di restauro naturale, per colpire associazioni, come il WWF Italia, che chiesero rispetto e salvaguardia per quel frammento di habitat, rappresenta un atteggiamento che preclude ogni tipo di ragionamento fondato su principi democratici.

Il GRAB si farà perché è opportuno che Roma si doti di un percorso ciclabile-turistico ma sarà obbligatorio attenersi ai vincoli e alle prescrizioni indicate da leggi e regolamenti; sarà necessario adottare soluzioni che non precludano la fruizione del parco a chi cammina preferendo inserire sullo stesso percorso un tragitto da percorrere in bicicletta, creando situazioni di rischio e disturbo; sarà necessario operare rispettando l’assetto della vegetazione ed evitando impatti derivanti da infrastrutture che, seppur “leggere”, possono incidere, in modo negativo, sugli equilibri esistenti.

Sono forme di confronto e dialogo che servono a creare maggiore partecipazione e condivisione sulle scelte e che, in qualche modo, l’Amministrazione comunale, titolare del finanziamento, dovrebbe favorire proprio perché sono alla base degli strumenti di valutazione dei progetti, a maggior ragione se si intendono realizzare interventi all’interno di aree tutelate.

 

domenica 13 febbraio 2022

La Rosa Bianca


La Rosa Bianca, il sacrificio di Hans e Sophie Scholl

una Memoria che è importante tutelare e tramandare

martedì 22 febbraio h 15,30 a Villa Ada


A Roma c’è un viale pedonale, immerso tra alberi e radure, dove passeggiare può essere anche un esercizio di memoria. È il viale dedicato a Sophie e Hans Scholl e si trova a Villa Ada, il grande parco pubblico nel Municipio 2 dove camminare significa percorrere spazi verdi e ritrovare il piacere del contatto con la natura.

Ascoltare i suoni dell’ambiente naturale, far correre nel silenzio i pensieri e i ricordi e accorgersi, guardando la targa che indica il viale, che la storia è dentro ciascuno di noi e attraversare la storia significa compiere un gesto civile, allenando la coscienza oltre alle gambe.

Ecco perché ricordare l’impegno e il sacrificio di Sophie e Hans rende Villa Ada un luogo speciale, a cui voler bene.

Quella della Rosa Bianca non è una storia di un piccolo gruppo di illusi, ma la testimonianza di alcuni giovani che hanno trovato il coraggio e la lucidità di fare ciò che milioni di tedeschi avrebbero voluto e potuto fare.

Vennero giudicati il 22 febbraio 1943 dal Tribunale del Popolo, presieduto dal giudice-boia di Hitler, Roland Freisler, che era volato appositamente da Berlino a Monaco con gli altri giudici, inviato dal gauleiter Joseph Goebbels. Nel corso di un breve dibattimento, durato cinque ore, furono privati di ogni difesa da Freisler, reputati colpevoli e il giorno stesso vennero ghigliottinati.
 
Grazie a: Gruppo David uno di noi, Osservatorio Sherwood e Parenti e amici di Ugo Forno per questa iniziativa di memoria attiva.

per chi volesse conoscere la storia de La Rosa Bianca qui il link alla puntata di Passato Presente su Rai Storia






mercoledì 9 febbraio 2022

Perché insistiamo nel chiedere un piano di gestione per Villa Ada

Siamo convinti, dal 1987, che Villa Ada abbia bisogno di un piano di gestione per individuare obiettivi e responsabilità, indicando, in modo trasparente, i ruoli, le risorse, le azioni.

Lo chiediamo da tempo, alle diverse amministrazioni che si sono succedute, ricevendo risposte vaghe e inadeguate, con continui rinvii a tempi migliori, alla ricerca di un quadro di riferimento che metta ordine tra competenze e responsabilità.

È per questi motivi che, di volta in volta, quando vengono presentati interventi, seppur consistenti, avvertiamo l’assenza di una visione che sia in grado di gestire la complessità e dotare il Parco di una strategia di medio e lungo periodo, come si dovrebbe prevedere quando si tutelano ambienti naturali e si affrontano temi che hanno a che fare con il patrimonio vegetale.

Gli alberi di Villa Ada hanno bisogno di essere considerati come un ecosistema, con la complessità delle relazioni si generano e con la prospettiva di comprendere le funzioni affidate alle aree verdi in ambito urbano: non solo aiuole belle per arricchire il decoro degli spazi cittadini ma elementi fondamentali per la qualità della vita. Boschi, siepi e foreste non sono sinonimi da usare a casaccio, solo per riempire pagine di documenti: sono elementi differenti che svolgono funzioni differenti e che richiedono, oggi più che mai, la serietà di scelte amministrative che non possono essere basate sul passato. I cambiamenti climatici sono una crisi che ciascuno deve affrontare, mettendo in atto decisioni che vadano nella direzione di attuare azioni di mitigazione e adattamento.

Continueremo a insistere, come abbiamo fatto in questi anni, contestando scelte inappropriate e assenza di lungimiranza, ribadiremo un impegno che non si limita a un incontro estemporaneo, per dare un po’ di ascolto, ma con la richiesta che sia attuato un percorso di gestione partecipata, con regole e continuità. 

 

venerdì 4 febbraio 2022

Una foresta non sorge dal nulla

La superficialità delle affermazioni è imbarazzante.

Dire che "la foresta verrà ricreata entro fine anno..." dimostra un modo di comunicare e occuparsi del bene comune che è davvero inaccettabile. 

Non si comprende la complessità dei problemi e l'esigenza di una strategia di tutela e gestione del patrimonio naturale e boschivo: si applica una semplificazione puramente quantitativa, che misura quanti alberelli sono messi a dimora ma non considera gli anni, i decenni, che servono affinché quelle piante divengano una macchia, un boschetto…

Dispiace dover constatare che si continui in una logica di annunci e post sui social, senza realizzare un vero strumento di partecipazione da parte delle associazioni e dei cittadini che hanno a cuore il futuro di Villa Ada.

Un incontro, avvenuto dopo anni in cui la precedente amministrazione ha ignorato le richieste di ottenere informazioni e favorire la partecipazione, non dovrebbe essere attuato con il preavviso di poche ore, in un luogo non istituzionale e senza garantire la presenza di associazioni come gli Amici di Villa Ada, che seguono le vicende del parco fin dal 1987.

Oltre agli appuntamenti estemporanei occorrerebbe dare forma concreta a un percorso partecipativo che abbia un calendario e degli obiettivi, attribuendo un ruolo importante all’ascolto e alla raccolta di istanze che provengano dai cittadini.

Confidiamo che questo sopralluogo sia un inizio, l’avvio di un modo differente di vedere la gestione di Villa Ada come un processo stabile e continuo, migliorando la capacità di dar corpo a progetti che abbiano coerenza e lungimiranza.

sabato 19 giugno 2021

Incuria, indifferenza e trascuratezza: Villa Ada, il bene comune dimenticato

In una radura, tra ciò che rimane di un bosco mai curato, danneggiato da incendi e abbandono, è sorto, da mesi un parcheggio. Abusivo è dir poco perché è semplicemente un luogo invaso dalle auto senza che nessuno abbia provato ad arginare questa ulteriore aggressione all’ambiente.

Alle pendici di Monte Antenne, approfittando di una barriera rimossa, calpestando il suolo e portando degrado al degrado, sotto gli occhi di tutti, delle istituzioni che dovrebbero occuparsi della gestione e della manutenzione del bene comune.

Ma è la foto di un abbandono che non ha responsabili: una villa storica che ha un accesso che non tutela i pedoni e i ciclisti ma si presenta come un luogo senza regole né rispetto. Tutta la strada che conduce all’ingresso di Villa Ada, via del ponte salario, è un ammasso di auto parcheggiate ovunque, in sosta vietata, restringendo la carreggiata limitando la circolazione, anche, soprattutto, nel caso dovessero arrivare dei mezzi di soccorso. Una striscia di marciapiede senza protezione, l’immancabile rete di plastica arancione da pollaio, auto e scooter in ogni centimetro di spazio.

Proseguendo la strada lascia intravedere, nei bordi, rifiuti abbandonati e incuria, come se nessuno dovesse preoccuparsi di cosa accade in questa zona di Roma che attraversa uno dei parchi più estesi, che comprende anche un’area archeologica.

Si scrivono ordinanze, si prevedono divieti e prescrizioni ma poi tutto è lasciato così, nell’incuria e nell’indifferenza: associazioni e comitati hanno presentato un esposto alla Sindaca di Roma affinché non si possa dire “non sapevamo” “non abbiamo visto”.

Non è un parcheggio abusivo, non è sosta selvaggia: è l’indifferenza e l’incapacità di
un’amministrazione di curare il patrimonio pubblico rendendolo accessibile e adottando regole da far rispettare: i parchi devono poter essere fruiti dai cittadini in modo concreto, evitando il caos delle auto che rappresentano un pericolo per chi cammina. Forse si potrebbe sperimentare una navetta che colleghi il parcheggio antistante la Moschea, forse si potrebbe creare un percorso protetto per raggiungere il cancello di ingresso, forse si potrebbe risistemare l’area circostante: tante soluzioni che dovrebbero essere valutate e prese in considerazione, abbandonando una logica fondata sull’improvvisazione e sul degrado consolidato. Forse.

 

domenica 16 maggio 2021

Villa Ada, una storia che continua

Abbiamo scelto un modo differente per celebrare i primi 63 anni di Villa Ada, il grande parco pubblicò che fu trasferito al Comune di Roma il 18 maggio 1958, rendendo disponibile alla cittadinanza i suoi prati, i suoi viali, i suoi boschi: abbiamo deciso di restituire dignità alla memoria.

Un sabato pomeriggio abbiamo percorso i viali di Villa Ada con una scala e un secchio per ripulire le targhe che ricordano persone che hanno dedicato la vita per far crescere la cultura e l'idea del bene comune come elemento fondante di una collettività. Ci siamo fermati a osservare, leggendo le schede che ripercorrono le tappe della vita di chi, come Augusto Ciuffini, Luigi Pintor, Don Luigi di Liegro, Sophie e Hans Scholl, Don Lorenzo Milani, Jiri Pelikan, Jean Monnet, Federico Chabod, Don Giuseppe Dossetti, ha lasciato un segno, ha indicato un ideale in cui credere.

Viviamo un momento strano, difficile e confuso e oggi, è ancor più giusto tutelare la memoria e rafforzare le radici della comunità, per guardare avanti, per immaginare il futuro che è descritto anche nei nomi di queste targhe.

Grazie a Osservatorio Sherwood e Leprotti di Villa Ada che hanno condiviso con noi questo momento di impegno civile e di resistenza morale.


qui il post che ricorda il 18 aprile 1958



lunedì 10 maggio 2021

Villa Ada, i passi dentro la memoria

Un grande parco pubblico, che è frequentato ogni giorno da migliaia di cittadini, dall’alba al tramonto, come recitano i cartelli un po’ offuscati dal tempo e dalla sporcizia.

Viali e un largo che ricordano personaggi che hanno dedicato impegno e passione per la cultura, per la società civile, per il progresso della collettività: eppure le targhe che danno un nome ai percorsi sui quali camminiamo e corriamo tutti i giorni sono lasciate nell’incuria: sporche, illeggibili, trascurate e dimenticate come se il destino di Villa Ada fosse solo questo.

Non è detto che il destino e l’indifferenza non si possano contrastare: le associazioni e i comitati che hanno avuto un ruolo nella protezione di Villa Ada, del patrimonio naturale e culturale, curando la memoria e battendosi per la difesa della trasparenza e della legalità non si adeguano a questa logica dell’abbandono e della distrazione.

Per questo sabato 15 maggio 2021 si svolgerà l’operazione Rinfreschiamo la Memoria, l’occasione per ripercorrere il ricordo dei personaggi ai quali sono dedicati gli spazi di Villa Ada e ribadire che il bene comune deve essere curato e sottoposto a manutenzione costante.

Un appuntamento per ricordare, a chi ha poca memoria, che Villa Ada e la città hanno bisogno di essere custodite.

qui la locandina dell'iniziativa 


qui la mappa delle targhe 


 

 

sabato 8 maggio 2021

Le regole, le idee e le proposte

Lo abbiamo ribadito, con coerenza e con fermezza: Villa Ada è un grande parco pubblico, frutto dell’impegno di cittadini e associazioni che si sono battute, da sempre, per garantirne l’integrità e la gestione.

Un parco pubblico che il 18 maggio celebrerà i suoi primi 63 anni di apertura, per il godimento di tutti; un periodo storico che ha visto, più volte, minacce di manomettere il patrimonio collettivo rappresentato dai boschi e dalle praterie, dagli edifici e dalla cura degli equilibri degli ecosistemi; un impegno continuo che ha permesso di ottenere l’inserimento nella Legge per Roma Capitale e l’utilizzo di fondi per garantire l’esproprio di aree che rischiavano di essere edificate.

Le regole e i vincoli posti a tutela di Villa Ada sono la condizione essenziale e inequivocabile per far sì che il sistema naturale sia preservato e continui a esserlo, per permettere di tramandare alle generazioni future questo insieme di elementi paesaggistici, ambientali e culturali: occorre ripeterlo con forza perché è su queste regole che si basa l’idea stessa di istituire e proteggere un sistema ecologico complesso, elemento insostituibile per il futuro.

Accogliamo con interesse, per questo motivo, le indicazioni espresse lo scorso 7 maggio dalla Soprintendenza di Roma: i progetti che prevedono interventi sull’area di Villa Ada devono risultare coerenti con le norme di salvaguardia e per nessun motivo si deve ipotizzare di aggirare gli strumenti posti in atto per garantire la conservazione dell’ambiente.

Ripetiamo quanto espresso più volte: è necessario un quadro coordinato e strutturato per la gestione del Parco, coerente con le normative e con gli strumenti di pianificazione territoriale. Progetti e proposte possono trovare collocazione in un ambito che abbia come fondamento la visione complessiva del bene pubblico, nel rispetto delle regole e con la compatibilità con gli usi e le funzioni svolte dal Parco.

Proseguiremo il nostro impegno in difesa di Villa Ada con lo spirito che ha animato le centinaia di cittadini che hanno dedicato tempo e passione per la salvaguardia di un grande parco pubblico; continueremo a seguire con attenzione quanto avviene, ribadendo la necessità del rispetto delle regole basilari di trasparenza e legalità.

 

il parere della Soprintendenza 





 

giovedì 22 aprile 2021

Villa Ada, i tagli degli alberi e l’assenza di un piano

Le associazione i comitati hanno scritto, il 21 aprile, a Roma Capitale chiedendo, per l’ennesima volta, che sia assicurata trasparenza e informazione sulla cura e la manutenzione del Parco.

I tagli procedono in modo troppo sbrigativo e senza che sia data la pur minima comunicazione su come si sta operando, sulla base di quali valutazioni e con indicazioni su come sarà ricostituito il patrimonio arboreo che è parte essenziale di Villa Ada, del suo aspetto e del suo ruolo per tutelare la biodiversità e l’ecosistema.

Da troppo tempo si attende e si reclama un piano di gestione del Parco, un’area di 160 ettari, che dovrebbe contenere indicazioni e programmazione su come operare per la conservazione e la tutela, per garantire la fruizione e gli equilibri naturali.

A parole si annunciano interventi, migliorie, investimenti ma, purtroppo, si assiste a lavori svolti in modo intempestivo e senza una necessaria attenzione per gli aspetti naturalistici e garantendo un’adeguata partecipazione dei cittadini.

Villa Ada è un grande parco urbano ma continua, da decenni, a essere considerato come un’aiuola, come un luogo da gestire senza lungimiranza e considerazione per la complessità degli ambienti naturali e per il valore sociale che svolge, con ecosistemi che in ambito urbano sono rari e fragili.

Si continuerà a richiedere attenzione e competenza per assicurare il futuro di Villa Ada e oggi, 22 aprile, data che in tutto il mondo celebra l’Earth Day è ancor più significativo pretendere un cambio di passo per la salvaguardia del Parco e del suo ecosistema.

 

hanno sottoscritto la richiesta a Roma Capitale:

Associazione Amici di Villa Ada

Associazione Amici dei Pini di Roma

Associazione AMUSE

Associazione Artù

Associazione Carteinregola

Cittadinanzattiva Nomentano-Trieste

Comitato amici di Piazza Verbano

Comitato Salviamo i Pini di corso Trieste

gruppo di lavoro per il Parco Nemorense

Osservatorio Sherwood

 


venerdì 16 aprile 2021

Villa Ada e GRAB: la discussione in Commissione Mobilità-Ambiente


Villa Ada e proposta di un tratto del GRAB: la Commissione consiliare Mobilità-Ambiente per ascoltare le opinioni delle associazioni e dei cittadini in relazioni a dubbi e perplessità sulle soluzioni progettuali.

Un incontro necessario, sollecitato da molte associazioni proprio per far sì che le problematiche connesse fossero discusse e portate all’attenzione dell’Amministrazione Capitolina.

Importante che siano stati ribaditi gli aspetti relativi alla regolamentazione e alla presenza di vincoli posti sull’area di Villa Ada e che sia stato dato rilievo a quanto le associazioni hanno fatto emergere affinché il progetto tenga in considerazione le criticità.


Resta la constatazione che il tempo reso disponibile per esporre le posizioni delle associazioni e dei comitati è stato troppo ristretto: molte osservazioni contengono elementi di dettaglio, con riferimenti ai documenti di pianificazione e alla normativa vigente.

Ribadiamo la necessità di:

  • approfondire la valutazione di impatto del progetto, considerando le fragilità ambientali e storico-archeologiche dell’area;
  •  considerare percorsi alternativi;
  • adottare misure di controllo e distinti per regolamentare i flussi, nel rispetto dei fruitori del parco, tutelando i pedoni.  

 qui il link per rivedere la riunione della Commissione


martedì 6 aprile 2021

Villa Ada: se ne parla tanto ma resta l’abbandono


Per capire meglio, per comprendere le origini del degrado e dell’abbandono del bene comune occorre mantenere alta l’attenzione: Villa Ada è un esempio di questa dimenticanza, di questo patrimonio inestimabile e trascurato.

Molte parole, a volte fuori dalla misura, sono state spese sul parco pubblico, sui progetti e sulle finalità a cui destinare parte di questo luogo così importante per il benessere dei cittadini: molte voci che hanno alimentato un dibattito serrato ma senza che, mai, si aggiungesse la parola di chi ha la responsabilità di amministrare, di rappresentare la volontà dei cittadini. Sono mancate le posizioni di chi ha incarichi politici, di maggioranza e di opposizione, facendo notare, ancora una volta, l’assenza e il disinteresse per il futuro di questo grande parco pubblico e una volontà chiara di tutela del verde urbano e della manutenzione della città.

I progetti appaiono quasi per caso ma incidono su un territorio che aspetta da anni un indirizzo chiaro in termini di gestione e manutenzione, con la definizione di interventi che non siano estemporanei quanto, piuttosto, coordinati e pianificati, come sarebbe necessario per agire nell’ottica di tutelare ecosistemi complessi, con un’estensione di 150 ettari, con parti di bosco e macchia che non possono essere considerati come delle aiuole.

La foto che descrive il degrado è quella del centro remiero che, ai bordi del lago, avrebbe potuto costituire un’attività importante per estendere le possibilità di svago e fruizione, offrendo alla cittadinanza un’occasione per godere di questo patrimonio pubblico, facilmente raggiungibile e a disposizione di tutti: una catapecchia in disuso, con vetri rotti e rifiuti abbandonati sotto gli occhi di tutti, anche degli amministratori che si trovassero a passare da lì.

Da tempo si chiede il recupero e la valorizzazione del cancello monumentale su via salaria ma da anni si rinvia, si susseguono incontri e proposte progettuali per la posa in opera di qualche parapedonale; da tempo si evidenzia la pericolosità del marciapiede, troppo stretto e spesso occupato da auto in sosta; da sempre si propone di rendere più sicuri gli attraversamenti pedonali e di risolvere i problemi connessi al traffico veicolare all’interno del parco; la casa dell’ex-guardiano avrebbe potuto essere un centro visite e accogliere i visitatori ma si è preferito lasciarla abbandonata; il tempio di Flora è un luogo che incute paura e attira degrado; le ex-scuderie reali sono fatiscenti e pericolanti, lasciate così, come un esempio di inadeguatezza e mancanza di capacità progettuale. Il casale della Finanziera è uno dei simboli di questa sconfitta, con i segni del vandalismo e dell’incapacità di proteggere qualcosa che appartiene alla collettività. Un elenco lungo e doloroso soprattutto se riferito alle battaglie per tutelare Villa Ada, ottenere l’esproprio per evitare speculazioni immobiliari: un elenco che descrive l’assenza di un piano, il vuoto della politica che non si fa carico del futuro di questo patrimonio naturale, storico, archeologico.

Un progetto per Villa Ada, per ricostruire la rete di sentieri, la fruizione e il godimento; il recupero di manufatti abbandonati; la gestione forestale del patrimonio arboreo con piani di assestamento e di manutenzione costante.

Questi sono i motivi per cui continueremo a restare coerenti con le nostre idee, difendendo l’integrità di Villa Ada e denunciando manomissioni e abbandono: lo facciamo perché conosciamo la storia e abbiamo percorso mille volte questi sentieri e vogliamo guardare al futuro, mantenendo alta l’attenzione e non rinunciando ai nostri principii.

Si avvicina una nuova fase elettorale e sarà interessante ascoltare le idee e gli impegni che i candidati alla guida della città e del municipio vorranno esprimere verso il verde pubblico, le ville storiche, la manutenzione del bene comune. Ci saremo, con le nostre opinioni e con le nostre critiche, come abbiamo fatto sempre, senza timori e indugi.

sabato 3 aprile 2021

Il senso della misura

 

Si discute e si litiga per un tracciato di un paio di km di ciclovia turistica che dovrebbe attraversare un parco pubblico di Roma. Il parco è Villa Ada, un grande ecosistema urbano di oltre 150 ettari, con una lunga storia di violazioni, espropri e battaglie per garantirne l’integrità e la finalità di area verde a disposizione dei cittadini. La ciclovia è il GRAB, una dorsale di circa 44 km che congiungerà i punti turistici che descrivono la grande bellezza di Roma: il Colosseo, i Fori imperiali, Villa Borghese, la via Appia Antica…

Forse in modo inaspettato l’Amministrazione Capitolina si è trovata di fronte a osservazioni e dubbi, espressi da associazioni e comitati che da decenni si occupano del bene comune e della salvaguardia degli aspetti naturali e culturali del Parco. Il progetto, presentato poche settimane fa con incontri con i responsabili dell’Agenzia per la mobilità, ha reso evidenti alcune incongruenze che è opportuno chiarire e affrontare, con l’idea di rafforzare l’idea stessa di dotare la città, dopo anni e anni di disattenzione e ritardo, di una rete ciclabile degna di questo nome.

Il progetto, forse per attenuare il contrasto con il traffico veicolare che pervade ogni angolo di Roma, prevede il passaggio all’interno di parchi e riserve naturali, inserendo in modo affrettato e poco attento un flusso di biciclette in aree che, per caratteristiche ambientali, sono destinate ai cittadini che le frequentano a piedi, con bambini e cani. Aree particolarmente importanti perché rappresentano i luoghi tutelati dove trovare il contatto con l’ambiente naturale e il silenzio dei sentieri dove camminare lentamente.

Due km di ciclovia, con fondo creato appositamente, con piccole infrastrutture a servizio (stazioni di ricarica elettrica, …) che attraverserebbero una delle parti più selvagge, a tratti intricata e sconnessa ma affascinante perché è proprio qui che è possibile immergersi un’isola naturale dove talvolta è udibile il picchio che modella il legno morti dei grandi alberi.

I progettisti hanno trovato una soluzione comoda, che non interferisce con la viabilità ordinaria, non sottrae spazio alle auto, non richiede il rispetto delle norme del codice della strada: ma è un percorso promiscuo in cui le bici, questa volta non necessariamente lente e attente al contesto, e i cittadini si dovrebbero trovare a coesistere, schivando pericoli e collisioni.

Il valore della fase di partecipazione di un progetto serve proprio a questo: far emergere critiche e osservazioni che è necessario valutare e considerare, adottando strumenti che permettano di confrontare alternative e azioni di mitigazione; una pratica consolidata, in uso per grandi infrastrutture e attività che si prevede possano avere impatti sull’ambiente, sulla salute e sul territorio. Più che giusto, quindi, far sì che la partecipazione sia ampia e aperta, attivando processi di ascolto e di confronto che permettano di elaborare progetti condivisi e capaci di acquisire forza dalla collaborazione di quanti vivono i luoghi e ne conoscono le fragilità e i fabbisogni.

Purtroppo non sempre accade che la partecipazione sia considerata un valore aggiunto e si preferisce innescare la contrapposizione, a volte ideologica, tra fronti incapaci di trovare un percorso di dialogo: c’è chi ritiene di poter assegnare ad altri il bollino di “ambientalista” e chi preferisce adottare la strada della protervia e dell’ironia senza argomenti, seguendo la modalità del “buttarla in caciara”.

Ma i due km di ciclovia promiscua all’interno di Villa Ada sono un esempio di come si preferisca non confrontarsi, adeguando le scelte all’esigenza di far passare le bici dove è più comodo, sottovalutando impatti e criticità. Una discussione senza costrutto, fondata sull’attribuire l’idea originaria ad Antonio Cederna che, scomparso nel 1996, ebbe a che fare con una realtà differente e si batté, in prima persona, per tutelare i parchi e garantire l’esproprio per aprire il parco ai cittadini: ma da allora sono trascorsi decenni, la società è cambiata, sono cambiate le esigenze di fruire del verde pubblico e, oggi più che mai, con la pandemia, si è compreso il valore degli ecosistemi protetti nelle aree urbane. Si è compreso anche il bisogno di cambiare il concetto di mobilità urbana, adottando scelte che vadano nella direzione di ridurre l’uso delle auto per privilegiare la mobilità ciclistica e pedonale, ma all’esterno delle aree sottoposte a vincolo ambientale, non all’interno dei parchi.

Il dibatto sui 2 km di GRAB dentro Villa Ada deve significare un cambio di passo: progetti calati d’alto, senza la dovuta ponderazione della possibilità di creare un’incidenza negativa sugli ecosistemi e sui modelli di fruizione, devono essere ripensati, adeguando le scelte infrastrutturali con una città capace di futuro, chiamata a colmare decenni di ritardo e preparando gli ambienti urbani a rispondere alle sfide del cambiamento climatico e dell’uso degli spazi pubblici.

Questi sono i motivi per cui continueremo a impegnarci per il bene comune, per la salvaguardia di Villa Ada e dell’ambiente naturale, ricordando il valore del capitale naturale e il senso dell’impegno di chi ha voluto che il parco fosse un grande e unico sistema naturale a disposizione dei cittadini.

 


mercoledì 10 marzo 2021

Italia Nostra esprime la posizione sul GRAB a Villa Ada

 

"Esistono alternative a questo tracciato inopinatamente e forzatamente inserito in una villa storica."


I dubbi manifestati dall'Associazione Amici di Villa Ada su un progetto che non è stato condiviso con i cittadini che vivono e frequentano il Parco ogni giorno trovano conferma nella posizione espressa da Italia Nostra, pubblicato nei giorni scorsi sul sito.

Continueremo a seguire la vicenda per comprendere come si possa giungere a predisporre un progetto che ha degli impatti sull'ambiente e sugli equilibri naturali del Parco senza un'adeguata attività di ricerca e di studio preliminare.


il link a Italia Nostra