Il periodo di crisi che stiamo attraversando rende, ogni
giorno, sempre più complicato reperire risorse per investire nella tutela dell’ambiente
e dei beni comuni.
Siamo convinti che sia necessario innovare le forme
tradizionali di intervento, anche attraverso il coinvolgimento delle imprese
che operano sul territorio e che hanno un rapporto costante con i cittadini.
Cambia il ruolo che svolgono le aree verdi, non più di
semplice arredo urbano e di decoro estetico ma vere e proprie riserve di natura
e di riequilibrio del rapporto tra spazio urbano e cittadini.
È opportuno guardare anche ad altre esperienze, come, tra le
tante, quella del Comune di Bologna, che sta realizzando un progetto LIFE+,
co-finanziato dalla Commissione Europea, proprio per avviare un’azione di
forestazione urbana che vede il ruolo attivo delle partnership
pubblico/privato, in una logica di cooperazione e responsabilità sociale.
Anche Roma deve avviare percorsi di questo tipo, trovando
buone prassi in Italia e in Europa, per rafforzare il valore e il ruolo svolto
dai parchi e dalle aree verdi.
Villa Ada è tra queste aree: da anni soffre dell’assenza di
un piano di assetto e della capacità di programmare interventi per la
manutenzione e la gestione del patrimonio pubblico. Manca un piano e
soprattutto la visione di gestire Villa Ada nel suo complesso, comprendendo i
beni ambientali, storici, culturali e naturali.
Come Associazione Amici di Villa Ada rinnoviamo la
disponibilità a collaborare per l’individuazione di soluzioni, che, è utile
ribadirlo, non dovranno essere frammentarie ed episodiche.