Associazione Amici di Villa Ada

Associazione Amici di Villa Ada
dal 1987 per la tutela del parco pubblico
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sabato 19 marzo 2016

Gli alberi di Villa Ada fanno notizia solo quando cascano

Ogni volta è sempre la stessa storia.

Si tagliano gli alberi di Villa Ada, perché malati o troppo vetusti: polemiche, attacchi, molte parole che poi, dopo qualche giorno, si affievoliscono.

Gli Amici di Villa Ada, da decenni, chiedono una cosa normale: dotare Villa Ada di un piano di gestione, come si addice a un parco di queste dimensioni e di questa importanza, dove non è il singolo albero a rappresentare un problema ma l'opportunità di pianificare e programmare gli interventi.







Villa Ada è un sistema complesso, ricco di biodiversità e destinato, in parte, a essere un luogo di fruizione e di svago. Un'area naturale che deve essere considerata nella sua interezza, con un Piano di assetto e con interventi forestali di medio periodo.

Oggi, su La Repubblica, un articolo di Laura Serloni.






giovedì 12 febbraio 2015

Gli alberi di Villa Ada, senza cura e senza tutela: chiudiamo l'epoca dell'emergenza


Non può essere sempre l'ennesima emergenza.

Di pochi giorni fa la notizia (qui su La Repubblica) dei pini schiantati, con grande pericolo per l'incolumità di chi Villa Ada la vive, per rilassarsi e per giocare.

è proprio l'idea dell'emergenza continua che ha portato a questa situazione: un'emergenza in parte voluta, pilotata da corrotti e corruttori, affinché si intervenisse soltanto dopo che succedono gli incidenti per spendere i soldi pubblici più velocemente e con controlli superficiali. Su Gli Stati Generali un commento di Andrea Ferraretto descrive con una buona sintesi questo stato di cose.

Villa Ada e gli altri parchi di Roma hanno bisogno, piuttosto, di piani e programmi, con l'individuazione puntuale di responsabilità e obiettivi. Un ragionamento che può essere fatto per il verde pubblico ma per molte altre situazioni dove il livello di malgoverno è più che evidente.

Il fiume di denaro scoperto dalla recente indagine Mafia Capitale è solo l'ultimo degli episodi di un modo di gestire il verde pubblico fatto di disinteresse e di corruzione. Su La Repubblica di oggi il quadro drammatico della gestione del verde pubblico a Roma.

Serve uno scatto, una reazione civica di fronte a questo sfascio. Ecco perché siamo convinti che sia compito di ciascuno vigilare affinché siano ripristinate regole da città normale, dove esistono diritti e doveri.



domenica 8 dicembre 2013

Ripensare le politiche per il verde pubblico


Il periodo di crisi che stiamo attraversando rende, ogni giorno, sempre più complicato reperire risorse per investire nella tutela dell’ambiente e dei beni comuni.

Siamo convinti che sia necessario innovare le forme tradizionali di intervento, anche attraverso il coinvolgimento delle imprese che operano sul territorio e che hanno un rapporto costante con i cittadini.

Cambia il ruolo che svolgono le aree verdi, non più di semplice arredo urbano e di decoro estetico ma vere e proprie riserve di natura e di riequilibrio del rapporto tra spazio urbano e cittadini.

È opportuno guardare anche ad altre esperienze, come, tra le tante, quella del Comune di Bologna, che sta realizzando un progetto LIFE+, co-finanziato dalla Commissione Europea, proprio per avviare un’azione di forestazione urbana che vede il ruolo attivo delle partnership pubblico/privato, in una logica di cooperazione e responsabilità sociale.

Anche Roma deve avviare percorsi di questo tipo, trovando buone prassi in Italia e in Europa, per rafforzare il valore e il ruolo svolto dai parchi e dalle aree verdi.

Villa Ada è tra queste aree: da anni soffre dell’assenza di un piano di assetto e della capacità di programmare interventi per la manutenzione e la gestione del patrimonio pubblico. Manca un piano e soprattutto la visione di gestire Villa Ada nel suo complesso, comprendendo i beni ambientali, storici, culturali e naturali.

Come Associazione Amici di Villa Ada rinnoviamo la disponibilità a collaborare per l’individuazione di soluzioni, che, è utile ribadirlo, non dovranno essere frammentarie ed episodiche.