Associazione Amici di Villa Ada

Associazione Amici di Villa Ada
dal 1987 per la tutela del parco pubblico

domenica 13 febbraio 2022

La Rosa Bianca


La Rosa Bianca, il sacrificio di Hans e Sophie Scholl

una Memoria che è importante tutelare e tramandare

martedì 22 febbraio h 15,30 a Villa Ada


A Roma c’è un viale pedonale, immerso tra alberi e radure, dove passeggiare può essere anche un esercizio di memoria. È il viale dedicato a Sophie e Hans Scholl e si trova a Villa Ada, il grande parco pubblico nel Municipio 2 dove camminare significa percorrere spazi verdi e ritrovare il piacere del contatto con la natura.

Ascoltare i suoni dell’ambiente naturale, far correre nel silenzio i pensieri e i ricordi e accorgersi, guardando la targa che indica il viale, che la storia è dentro ciascuno di noi e attraversare la storia significa compiere un gesto civile, allenando la coscienza oltre alle gambe.

Ecco perché ricordare l’impegno e il sacrificio di Sophie e Hans rende Villa Ada un luogo speciale, a cui voler bene.

Quella della Rosa Bianca non è una storia di un piccolo gruppo di illusi, ma la testimonianza di alcuni giovani che hanno trovato il coraggio e la lucidità di fare ciò che milioni di tedeschi avrebbero voluto e potuto fare.

Vennero giudicati il 22 febbraio 1943 dal Tribunale del Popolo, presieduto dal giudice-boia di Hitler, Roland Freisler, che era volato appositamente da Berlino a Monaco con gli altri giudici, inviato dal gauleiter Joseph Goebbels. Nel corso di un breve dibattimento, durato cinque ore, furono privati di ogni difesa da Freisler, reputati colpevoli e il giorno stesso vennero ghigliottinati.
 
Grazie a: Gruppo David uno di noi, Osservatorio Sherwood e Parenti e amici di Ugo Forno per questa iniziativa di memoria attiva.

per chi volesse conoscere la storia de La Rosa Bianca qui il link alla puntata di Passato Presente su Rai Storia






mercoledì 9 febbraio 2022

Perché insistiamo nel chiedere un piano di gestione per Villa Ada

Siamo convinti, dal 1987, che Villa Ada abbia bisogno di un piano di gestione per individuare obiettivi e responsabilità, indicando, in modo trasparente, i ruoli, le risorse, le azioni.

Lo chiediamo da tempo, alle diverse amministrazioni che si sono succedute, ricevendo risposte vaghe e inadeguate, con continui rinvii a tempi migliori, alla ricerca di un quadro di riferimento che metta ordine tra competenze e responsabilità.

È per questi motivi che, di volta in volta, quando vengono presentati interventi, seppur consistenti, avvertiamo l’assenza di una visione che sia in grado di gestire la complessità e dotare il Parco di una strategia di medio e lungo periodo, come si dovrebbe prevedere quando si tutelano ambienti naturali e si affrontano temi che hanno a che fare con il patrimonio vegetale.

Gli alberi di Villa Ada hanno bisogno di essere considerati come un ecosistema, con la complessità delle relazioni si generano e con la prospettiva di comprendere le funzioni affidate alle aree verdi in ambito urbano: non solo aiuole belle per arricchire il decoro degli spazi cittadini ma elementi fondamentali per la qualità della vita. Boschi, siepi e foreste non sono sinonimi da usare a casaccio, solo per riempire pagine di documenti: sono elementi differenti che svolgono funzioni differenti e che richiedono, oggi più che mai, la serietà di scelte amministrative che non possono essere basate sul passato. I cambiamenti climatici sono una crisi che ciascuno deve affrontare, mettendo in atto decisioni che vadano nella direzione di attuare azioni di mitigazione e adattamento.

Continueremo a insistere, come abbiamo fatto in questi anni, contestando scelte inappropriate e assenza di lungimiranza, ribadiremo un impegno che non si limita a un incontro estemporaneo, per dare un po’ di ascolto, ma con la richiesta che sia attuato un percorso di gestione partecipata, con regole e continuità. 

 

venerdì 4 febbraio 2022

Una foresta non sorge dal nulla

La superficialità delle affermazioni è imbarazzante.

Dire che "la foresta verrà ricreata entro fine anno..." dimostra un modo di comunicare e occuparsi del bene comune che è davvero inaccettabile. 

Non si comprende la complessità dei problemi e l'esigenza di una strategia di tutela e gestione del patrimonio naturale e boschivo: si applica una semplificazione puramente quantitativa, che misura quanti alberelli sono messi a dimora ma non considera gli anni, i decenni, che servono affinché quelle piante divengano una macchia, un boschetto…

Dispiace dover constatare che si continui in una logica di annunci e post sui social, senza realizzare un vero strumento di partecipazione da parte delle associazioni e dei cittadini che hanno a cuore il futuro di Villa Ada.

Un incontro, avvenuto dopo anni in cui la precedente amministrazione ha ignorato le richieste di ottenere informazioni e favorire la partecipazione, non dovrebbe essere attuato con il preavviso di poche ore, in un luogo non istituzionale e senza garantire la presenza di associazioni come gli Amici di Villa Ada, che seguono le vicende del parco fin dal 1987.

Oltre agli appuntamenti estemporanei occorrerebbe dare forma concreta a un percorso partecipativo che abbia un calendario e degli obiettivi, attribuendo un ruolo importante all’ascolto e alla raccolta di istanze che provengano dai cittadini.

Confidiamo che questo sopralluogo sia un inizio, l’avvio di un modo differente di vedere la gestione di Villa Ada come un processo stabile e continuo, migliorando la capacità di dar corpo a progetti che abbiano coerenza e lungimiranza.

sabato 19 giugno 2021

Incuria, indifferenza e trascuratezza: Villa Ada, il bene comune dimenticato

In una radura, tra ciò che rimane di un bosco mai curato, danneggiato da incendi e abbandono, è sorto, da mesi un parcheggio. Abusivo è dir poco perché è semplicemente un luogo invaso dalle auto senza che nessuno abbia provato ad arginare questa ulteriore aggressione all’ambiente.

Alle pendici di Monte Antenne, approfittando di una barriera rimossa, calpestando il suolo e portando degrado al degrado, sotto gli occhi di tutti, delle istituzioni che dovrebbero occuparsi della gestione e della manutenzione del bene comune.

Ma è la foto di un abbandono che non ha responsabili: una villa storica che ha un accesso che non tutela i pedoni e i ciclisti ma si presenta come un luogo senza regole né rispetto. Tutta la strada che conduce all’ingresso di Villa Ada, via del ponte salario, è un ammasso di auto parcheggiate ovunque, in sosta vietata, restringendo la carreggiata limitando la circolazione, anche, soprattutto, nel caso dovessero arrivare dei mezzi di soccorso. Una striscia di marciapiede senza protezione, l’immancabile rete di plastica arancione da pollaio, auto e scooter in ogni centimetro di spazio.

Proseguendo la strada lascia intravedere, nei bordi, rifiuti abbandonati e incuria, come se nessuno dovesse preoccuparsi di cosa accade in questa zona di Roma che attraversa uno dei parchi più estesi, che comprende anche un’area archeologica.

Si scrivono ordinanze, si prevedono divieti e prescrizioni ma poi tutto è lasciato così, nell’incuria e nell’indifferenza: associazioni e comitati hanno presentato un esposto alla Sindaca di Roma affinché non si possa dire “non sapevamo” “non abbiamo visto”.

Non è un parcheggio abusivo, non è sosta selvaggia: è l’indifferenza e l’incapacità di
un’amministrazione di curare il patrimonio pubblico rendendolo accessibile e adottando regole da far rispettare: i parchi devono poter essere fruiti dai cittadini in modo concreto, evitando il caos delle auto che rappresentano un pericolo per chi cammina. Forse si potrebbe sperimentare una navetta che colleghi il parcheggio antistante la Moschea, forse si potrebbe creare un percorso protetto per raggiungere il cancello di ingresso, forse si potrebbe risistemare l’area circostante: tante soluzioni che dovrebbero essere valutate e prese in considerazione, abbandonando una logica fondata sull’improvvisazione e sul degrado consolidato. Forse.

 

domenica 16 maggio 2021

Villa Ada, una storia che continua

Abbiamo scelto un modo differente per celebrare i primi 63 anni di Villa Ada, il grande parco pubblicò che fu trasferito al Comune di Roma il 18 maggio 1958, rendendo disponibile alla cittadinanza i suoi prati, i suoi viali, i suoi boschi: abbiamo deciso di restituire dignità alla memoria.

Un sabato pomeriggio abbiamo percorso i viali di Villa Ada con una scala e un secchio per ripulire le targhe che ricordano persone che hanno dedicato la vita per far crescere la cultura e l'idea del bene comune come elemento fondante di una collettività. Ci siamo fermati a osservare, leggendo le schede che ripercorrono le tappe della vita di chi, come Augusto Ciuffini, Luigi Pintor, Don Luigi di Liegro, Sophie e Hans Scholl, Don Lorenzo Milani, Jiri Pelikan, Jean Monnet, Federico Chabod, Don Giuseppe Dossetti, ha lasciato un segno, ha indicato un ideale in cui credere.

Viviamo un momento strano, difficile e confuso e oggi, è ancor più giusto tutelare la memoria e rafforzare le radici della comunità, per guardare avanti, per immaginare il futuro che è descritto anche nei nomi di queste targhe.

Grazie a Osservatorio Sherwood e Leprotti di Villa Ada che hanno condiviso con noi questo momento di impegno civile e di resistenza morale.


qui il post che ricorda il 18 aprile 1958



lunedì 10 maggio 2021

Villa Ada, i passi dentro la memoria

Un grande parco pubblico, che è frequentato ogni giorno da migliaia di cittadini, dall’alba al tramonto, come recitano i cartelli un po’ offuscati dal tempo e dalla sporcizia.

Viali e un largo che ricordano personaggi che hanno dedicato impegno e passione per la cultura, per la società civile, per il progresso della collettività: eppure le targhe che danno un nome ai percorsi sui quali camminiamo e corriamo tutti i giorni sono lasciate nell’incuria: sporche, illeggibili, trascurate e dimenticate come se il destino di Villa Ada fosse solo questo.

Non è detto che il destino e l’indifferenza non si possano contrastare: le associazioni e i comitati che hanno avuto un ruolo nella protezione di Villa Ada, del patrimonio naturale e culturale, curando la memoria e battendosi per la difesa della trasparenza e della legalità non si adeguano a questa logica dell’abbandono e della distrazione.

Per questo sabato 15 maggio 2021 si svolgerà l’operazione Rinfreschiamo la Memoria, l’occasione per ripercorrere il ricordo dei personaggi ai quali sono dedicati gli spazi di Villa Ada e ribadire che il bene comune deve essere curato e sottoposto a manutenzione costante.

Un appuntamento per ricordare, a chi ha poca memoria, che Villa Ada e la città hanno bisogno di essere custodite.

qui la locandina dell'iniziativa 


qui la mappa delle targhe 


 

 

sabato 8 maggio 2021

Le regole, le idee e le proposte

Lo abbiamo ribadito, con coerenza e con fermezza: Villa Ada è un grande parco pubblico, frutto dell’impegno di cittadini e associazioni che si sono battute, da sempre, per garantirne l’integrità e la gestione.

Un parco pubblico che il 18 maggio celebrerà i suoi primi 63 anni di apertura, per il godimento di tutti; un periodo storico che ha visto, più volte, minacce di manomettere il patrimonio collettivo rappresentato dai boschi e dalle praterie, dagli edifici e dalla cura degli equilibri degli ecosistemi; un impegno continuo che ha permesso di ottenere l’inserimento nella Legge per Roma Capitale e l’utilizzo di fondi per garantire l’esproprio di aree che rischiavano di essere edificate.

Le regole e i vincoli posti a tutela di Villa Ada sono la condizione essenziale e inequivocabile per far sì che il sistema naturale sia preservato e continui a esserlo, per permettere di tramandare alle generazioni future questo insieme di elementi paesaggistici, ambientali e culturali: occorre ripeterlo con forza perché è su queste regole che si basa l’idea stessa di istituire e proteggere un sistema ecologico complesso, elemento insostituibile per il futuro.

Accogliamo con interesse, per questo motivo, le indicazioni espresse lo scorso 7 maggio dalla Soprintendenza di Roma: i progetti che prevedono interventi sull’area di Villa Ada devono risultare coerenti con le norme di salvaguardia e per nessun motivo si deve ipotizzare di aggirare gli strumenti posti in atto per garantire la conservazione dell’ambiente.

Ripetiamo quanto espresso più volte: è necessario un quadro coordinato e strutturato per la gestione del Parco, coerente con le normative e con gli strumenti di pianificazione territoriale. Progetti e proposte possono trovare collocazione in un ambito che abbia come fondamento la visione complessiva del bene pubblico, nel rispetto delle regole e con la compatibilità con gli usi e le funzioni svolte dal Parco.

Proseguiremo il nostro impegno in difesa di Villa Ada con lo spirito che ha animato le centinaia di cittadini che hanno dedicato tempo e passione per la salvaguardia di un grande parco pubblico; continueremo a seguire con attenzione quanto avviene, ribadendo la necessità del rispetto delle regole basilari di trasparenza e legalità.

 

il parere della Soprintendenza